Immagine di M3 Studio

Competenze tecnologiche e opera d’arte

Charlie Aubry, nato nel 1990 a Lillebonne (Francia), è un artista plastico. Attualmente borsista presso l’Accademia di Villa Medici, ha conseguito la laurea con lode in arti plastiche (DNAP, 2012) ed espressione plastica (DNSEP, 2014) presso la Scuola Superiore delle Belle Arti di Tolosa (ISDAT).

Nel suo percorso professionale sviluppa una pratica intorno all’elettronica, per valutare il ruolo e la pratica dell’errore come metodo di apprendimento. Per Charlie Aubry la competenza in ambito tecnologico vale come qualsiasi altra competenza o abilità. In quanto artista non realizza esclusivamente opere elettroniche ma si orienta in questo senso per una scelta riguardante lo stile di vita da seguire. Comprendere, riparare, riciclare, coltivare il fai da te.

Quando Aubry tratta la materia elettronica tende a contemplare nel processo creativo una maggior predisposizione allo sbaglio. Anzi il più delle volte questo sbaglio genera in lui ulteriori idee ed è per questo strettamente ammesso. Il suo è, in definitiva, un metodo e il risultato finale un tipo di “vissuto” che racchiude una forma di pensiero. Per lui conta più il processo che il risultato.

Commettere errori: in opere e nell’apprendimento in generale

Aubry ama commettere errori, ha persino concentrato la sua tesi di laurea sugli errori come metodo creativo. Quindi non intende bandirli. La nostra società, sostiene, cerca di soffocarli sul nascere, prediligendo un atteggiamento perfezionista. Il fallimento viene ritenuto un segno di debolezza. Tuttavia la maggior parte delle cose sono stata concepite proprio attraverso il fallimento. Molte invenzioni contemporanee ne sono state interessate: a partire dalla tecnologia fino al cibo che portiamo a tavola e ingeriamo.

Arte e tecnologia: coesistenza, mix o opposti?

A riguardo della relazione e interazione tra arte e tecnologia, Aubry considera la tecnologia come una semplice evoluzione. Potrebbe essere un nuovo stile artigianale.
Se prima i pittori dedicavano gran parte del processo creativo a preparare il colore e combinare olio e pigmenti, oggi l’artista trascorre tempo a codificare la materia sul suo computer.

Si tratta di una semplice evoluzione e per Aubry è essenziale combinarla con le passate conoscenze. A volte la tecnologia cancella queste ultime, ma è un atto grave, a suo avviso. Alcune persone inoltre fanno resistenza e insistono in questo misunderstanding. Per Aubry è necessario, a questo punto, trovare un equilibrio, una via di mezzo. Non cadere nella fascinazione tecnologica senza significato, tout court.

Le sue opere faranno parte della mostra Étincelles / Scintille

Mostra dei borsisti di Villa Medici

15 giugno – 7 agosto 2022

Alcune note biografiche

Charlie Aubry è un “giovane” artista francese. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Toulouse, sezione Design.
Si cimenta nell’apprendimento del mezzo tecnologico da autodidatta, diventato una necessità e, nel tempo, un reale metodo creativo.
È anche musicista. Realizza spettacoli con ingranaggi analogici, ritrovati in frantumi e riparati. Si occupa della manutenzione del materiale usato.
Attualmente vive a Parigi e risiede a Roma presso Villa Medici in qualità di borsista. Nel prossimo futuro conta di trasferirsi in campagna.

Sito personale: www.charlieaubry.com