Amamelide
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L’amamelide è nota per i benefici che apporta a coloro che hanno problemi di circolazione, ma ha tante altre proprietà: quali sono?

Pianta diffusa in Europa e Nord America, l’amamelide era un tempo utilizzata dagli Indiani d’America per il potere che gli attribuivano gli sciamani, oltre che per la sua potente azione cicatrizzante. In Europa è stata introdotta intorno al 1700 come pianta ornamentale, ma si è fatta notare ben presto per le sue proprietà curative. L’amamelide, inizialmente impiegata soprattutto nella cura delle ferite e dei problemi legati alla circolazione, è stata poi usata come vasocostrittrice e astringente.

Ricca di tannini, flavonoidi, fenoli e oli essenziali che svolgono un’azione decongestionante, antiemorragica e antinfiammatoria, l’amamelide è efficace in caso di disturbi a carico del sistema cardiocircolatorio. Inoltre, è utile anche per il trattamento delle gambe gonfie, delle emorroidi, delle vene varicose, della flebite e delle contusioni. Essendo antiemorragico, questo rimedio naturale risulta particolarmente indicato in caso di flusso mestruale abbondante. Per la sua attività antisettica e antibatterica, invece, è consigliata per il trattamento di gengive infiammate, mal di gola e laringite. Infine, svolge un’azione drenante e rafforza le pareti venose.

Amamelide
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Amamelide: usi e controindicazioni

L’amamelide è utilizzata sia per uso interno che esterno. Nel mondo del beauty, ad esempio, l’acqua di amamelide è un ingrediente fondamentale per la creazione di preparati emollienti e per la pelle secca. In commercio, però, si trova anche sotto forma di tintura madre, compresse e pomata per lenire l’epidermide arrossata e acneica. Per quanto riguarda la posologia, è consigliato seguire le indicazioni dell’erborista o del farmacista. L’utilizzo interno, invece, prevede gli integratori, il decotto e la tisana. Per preparare un infuso di amamelide basta mettere un cucchiaio di foglie della pianta in una tazza di acqua bollente e lasciare in infusione per almeno 10 minuti, filtrare e bere. Volendo fare un decotto, si può utilizzare la sua corteccia, tritata in modo grossolano e lasciata in acqua bollente per almeno 15 minuti. La dose massima, in entrambi i casi, è di tre tazze al giorno.

Pur essendo un rimedio naturale, anche questa pianta presenta delle controindicazioni da tenere bene a mente. Quanti hanno l’epidermide sensibile dovrebbero evitare l’utilizzo in forma pura, onde evitare un’irritazione cutanea. Infine, è bene sottolineare che, in alcuni casi, ci sono stati effetti collaterali come bruciori di stomaco e irritazione intestinale.