Statua Nettuno Duce

La scultura in oro e lapislazzuli sarebbe stata venduta ad un’asta svoltasi nella città di Kirchheim Unter Teck

Base d’asta: 82mila euro. Un prezioso oggetto d’arte, in oro marchiato 750 e lapislazzuli, è stato battuto ad un’asta svoltasi nella giornata di sabato 10 dicembre nella città tedesca di Kirchheim Unter Teck, nel land del Baden-Württemberg. Nulla di strano se non fosse che la scultura, volutamente ispirata alle opere dell’artista fiorentino Benvenuto Cellini, pare sia stata donata, durante una funzione pubblica nel lontano 1936, dal Comune di Bologna al “duce” Benito Mussolini.

L’opera d’arte ritrae il Nettuno con il tridente, il piede destro appoggiato su un pesce dalle sembianze mitiche; il piedistallo, in oro come l’intera scultura, che sostiene la divinità è adornato di pietre preziose e putti con pesci. Stessi materiali per lo zoccolo della statua che presenta delle volute terminanti in maschere.

Sulle quattro facce dei cartigli sono applicati i fasci dorati, simboli del fascismo italiano. La base in lapislazzuli è infine impreziosita da quattro pannelli con dedica (applicazioni in argento con iscrizione smaltata blu): “AL DUCE / BOLOGNA / XXV – X – 1936 / A XIV E F”.

Sul bordo del supporto di base si legge il contrassegno d’oro “750” e il marchio, si presume, del creatore dell’opera.

Considerata uno degli oggetti più preziosi sulla storia del fascismo italiano, questa statua di 30 cm di altezza sembra sia stata, all’epoca, una donazione fra pubbliche amministrazioni.

I più attenti, cui non è passata inosservata questa vendita avvenuta oltralpe, si sono chiesti se il Nettuno d’oro sia da considerarsi un bene pubblico da conservare oppure un bene privato di cui disporre a proprio piacimento. Ci si chiede comunque come la scultura sia finita ad un’asta.