Lago di Vico, Lazio (Shutterstock.com)

Un viaggio ecosostenibile nel Lazio meno conosciuto dove ci si può spostare anche solo con i mezzi pubblici

Come annunciato nell’articolo “Alla scoperta dell’Italia sconosciuta con i mezzi pubblici? In Tuscia si può”, vi accompagneremo in Tuscia, nella Lazio meno conosciuta, alla scoperta degli etruschi, che proprio in questa parte d’Italia vissero fino al IV secolo a.C. La particolarità di questa zona è dettata dal fatto che non esiste il turismo di massa e quindi si può trascorrere non solo una vacanza tranquilla, ma anche sostenibile, dal momento che tra le altre cose è possibile muoversi anche solo utilizzando i mezzi pubblici. La nona tappa di questo tour è il Lago di Vico.

Lago di Vico

Il Lago di Vico, denominato in origine Lacus Ciminus o Lacus Ciminius è un lago di origine vulcanica in provincia di Viterbo, che sorge a 507 metri di altitudine ed è completamente circondato dai Monti Cimini. Le boscose sponde del lago, le acque e le colline che lo circondano hanno un grande valore naturalistico.

Il Lago di Vico, è così chiamato perché negli anni assunse il nome della famiglia Vico, residente in quei luoghi. Il nome sembrerebbe derivare dal Castrum Vici, il castello dei Prefetti di Vico, del quale oggi rimangono alcune tracce e della cui origine non si è del tutto sicuri. Infatti, del fortilizio sono state rinvenute solamente poche tracce nella fitta vegetazione lungo le rive meridionali del lago.

Secondo una leggenda, le origini del Lago di Vico sono dovute ad Ercole. Questi, passando per quella zona, volle mettere alla prova la forza degli abitanti locali, e per questo conficcò la sua clava nel terreno, sfidando poi i presenti ad estrarla. Nessuno però riuscì nell’impresa e così, fiero della sua forza, Ercole la estrasse violentemente con uno strattone causando la formazione di una voragine da cui scaturì una sorgente d’acqua che formò il lago.

Le coste del Lago di Vico, abitate fin dal neolitico e successivamente dagli Etruschi e poi dai Romani, si presentano a tratti molto selvagge mentre in altri, piccole spiagge permettono l’accesso alle acque del lago. Essendo il Lago protetto da una Riserva naturale sin dal 1982, offre al visitatore angoli di natura intatta e incontaminata. Gli insediamenti umani sono pochissimi e si concentrano principalmente in località Punta del Lago. Qui infatti, è possibile non solo bagnarsi nelle acque ma anche degustare piatti tipici locali.

Qui è possibile praticare sia bird watching – grazie alla grande quantità di specie di uccelli, sia stanziali che migratori – che trekking. Gli escursionisti possono percorrere una rete di sentieri che non solo li porterà alla scoperta dei punti più selvaggi dei Monti Cimini, ma anche a toccare le cime più alte del gruppo, corrispondenti al Monte Fogliano e al Monte Venere.

Luoghi d’interesse

Oltre alla natura è possibile immergersi anche nella storia, visitando i tre borghi che sorgono alle pendici dei Monti Cimini. Il primo è il grazioso centro storico di San Martino al Cimino. Questo, posto a nord ovest del lago sorge intorno all’antica abbazia cistercense e conserva tracce della vecchia cortina muraria. Molto caratteristico è anche il borgo di Ronciglione, che offre suggestivi scorci e piacevoli passeggiate. C’è poi il piccolo centro di Caprarola, di cui vi abbiamo già parlato, posizionato a est del lago. Sempre nelle vicinanze c’è il borgo di Fabrica di Roma e la vicina città perduta di Falerii Novi. Imperdibile poi, è la visita al capoluogo della Tuscia, ossia Viterbo, con il suo bellissimo quartiere medievale.