Agricoltura rigenerativa
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Per creare un mondo più sostenibile, anche il settore agrario deve fare la sua parte. Una soluzione sembra essere l’agricoltura rigenerativa

Mai come in questo periodo storico, l’uomo si trova di fronte ad un bivio: scegliere di perseguire questo stile di vita, oppure adottarne uno più sostenibile. L’agricoltura intensiva, utilizzata ormai da molto tempo, è una delle cause dell’attuale crisi ambientale. Pensata per rispondere ad un aumento sempre maggiore della popolazione mondiale, ha lo scopo di produrre quanto più possibile, a discapito però, della salute del terreno. Così facendo, ora il suolo si trova privato dei giusti nutrienti, reso sterile ed anche inquinato, a causa dell’utilizzo di prodotti chimici.

Da qualche anno fortunatamente, molti coltivatori hanno iniziato a sviluppare tecniche che prendono maggiormente in considerazione il rispetto della natura, ne è un esempio l’agricoltura rigenerativa. Questo metodo si compone di diverse pratiche volte a riabilitare la salute del terreno, rendendolo nuovamente fertile, proteggendo la biodiversità e garantendo, di conseguenza, un sano sviluppo delle piante.

Si tratta di una metodologia che, se da un lato riscopre le tecniche di coltivazione più antiche, dall’altro fa ampio uso di nuove tecnologie. In questo modo, è in grado di prendere ciò che di buono è stato fatto nel tempo, impiegandolo al meglio, per un futuro migliore.

L’agricoltura rigenerativa si basa su pochi e semplici principi:

  1. Rotazione delle colture. Alternare diverse tipologie di piante permette al terreno di non soffrire di carenze di nutrienti, riducendo inoltre il rischio di sviluppare malattie e parassiti.
  2. Evitare l’utilizzo di sostanze chimiche. Questi ultimi vengono sostituiti da concimi naturali e biologici, come il letame.
  3. Copertura del terreno. Mai lasciare il terreno scoperto, ma utilizzare colture di copertura (come residui di potatura). In questo modo, si otterrà una superficie più ricca di sostanze nutritive e più fertile, perfetta anche per ridurre il consumo idrico.
  4. Riduzione dell’utilizzo di mezzi meccanici, spesso troppo invasivi. Evitandone l’uso, si tenta di preservare gli organismi viventi presenti nel terreno, come i lombrichi, fondamentali per un suolo fertile e di buona qualità.
  5. Evitare il più possibile gli sprechi. Il principio base è che qualunque cosa può tornare utile; l’acqua piovana ad esempio, è perfetta per irrigare e gli scarti di potatura ottimi per coprire i terreni.

Gli obiettivi dell’agricoltura rigenerativa:

  1. Aumento della biodiversità del luogo: grazie alla valorizzazione delle colture originarie del territorio, si potranno sviluppare piccoli ecosistemi unici, puntando su ciò che le realtà locali hanno da offrire, evitando specie di importazione, che potrebbero modificarne l’equilibrio;
  2. Recupero della fertilità del terreno: grazie al reintegro di tutte le sostanze nutritive perse nel tempo, il suolo potrà tornare ad avere valori nutrizionali adeguati;
  3. Riduzione delle emissioni nocive: attraverso l’eliminazione delle sostanze chimiche impiegate in precedenza, come diserbanti e pesticidi, si avrà un suolo più florido;
  4. Produzioni più sane e gustose: un terreno più fertile sarà in grado di offrire una crescita ottimale alle coltivazioni;
  5. Riduzione dei costi: la diminuzione dell’impiego di mezzi pesanti e di agenti chimici, non sarà salutare solo per il terreno, ma anche per i portafogli;
  6. Riqualificazione e purificazione delle acque: liberare le acque dall’azione delle sostanze chimiche che da anni hanno reso rogge, canali, fiumi e mari inquinati, sarà un enorme passo avanti per la lotta all’inquinamento;
  7. Diminuzione dell’effetto di erosione dei terreni: il problema é causato principalmente dalla mancanza di sostanze organiche, in grado di aggregare il terreno. Ristabilendo un corretto valore di nutrienti, sarà possibile combattere il problema idrogeologico.

A primo impatto potrebbe risultare un metodo di difficile realizzazione. In realtà, praticare agricoltura rigenerativa frutta molto, permette di cogliere frutti più sani in un terreno più ridotto, abbattendo i costi.