Agricoltura cellulare
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In molti la definiscono l’unica possibilità per risolvere la crisi climatica: è l’agricoltura cellulare. Scopriamo di che si tratta

L’agricoltura cellulare è una branca della biotecnologia, applicata all’alimentazione allo scopo di riprodurre, attraverso una manipolazione cellulare, qualsiasi tipo di cibo. Essa, attraverso un complesso procedimento, rende le cellule eucariote in grado di svilupparsi e moltiplicarsi in vitro. Lo scopo è ricreare alimenti che in tutto e per tutto siano simili nel gusto, nella consistenza e nelle proprietà nutrizionali a quelli naturali.

Uno degli alimenti più studiati in questo ambito è sicuramente la carne. Per farlo si utilizzano le cellule staminali, ottenibili attraverso biopsie sul corpo dell’animale. Queste cellule estratte vengono poi trasferite in appositi contenitori che devono costituire un buon terreno di coltura, per una corretta proliferazione. Sarà poi necessario un corretto apporto di nutrienti e una solida “impalcatura”, in modo da dare una struttura alla cellula, su cui potersi sviluppare. Il tutto senza rinunciare ad un corretto scambio di sostanze (es. ossigeno e CO2), come avviene in natura.

I pro dell’agricoltura cellulare

I sostenitori di questa tecnologia, ribadiscono il fatto che sia una delle poche soluzioni alla crisi climatica. Questo perché gli allevamenti sembrano essere uno dei maggiori responsabili dell’incremento di CO2. L’aumento della popolazione mondiale inoltre, richiederebbe uno sviluppo ulteriore degli allevamenti e, di conseguenza, un maggiore sfruttamento territoriale per creare nuovi allevamenti e campi in cui coltivare il mangime per gli animali.

Un’altra questione da non sottovalutare sono i controlli. Attraverso l’agricoltura cellulare si avrebbe un’ispezione costante degli alimenti prodotti, impedendo lo sviluppo di batteri e virus, cosa invece possibile in un allevamento classico.

Non solo, una carne nata artificialmente potrebbe essere anche bilanciata, attraverso la riduzione di sostanze poco salutari per il nostro organismo o l’arricchimento di alcuni nutrimenti, scarsamente presenti in quello stesso alimento in natura.

I contro dell’agricoltura cellulare

Questa tecnologia porta però con sé anche alcune problematiche che, ad oggi, non rendono questo tipo di agricoltura realizzabile su larga scala.

Prima fra tutte la questione del siero bovino. Per creare questo tipo di carne infatti, è necessario l’utilizzo di questo siero, estratto dai feti bovini le cui madri devono essere portate al macello. Ciò significa che, in un’ ottica ambientalista, questo metodo non risolverebbe il problema della sofferenza animale.

Un altro enorme problema, ad oggi ancora irrisolto, è quello delle quantità. Se riprodurre un pezzo di carne di ridotte dimensioni è possibile, molto diverso è ricrearlo cercando di soddisfare il fabbisogno mondiale. Non si hanno ancora macchinari abbastanza potenti e tecnologie in grado di sopportare tale sforzo.

Non ci resta che attendere nuovi sviluppi per scoprire se l’agricoltura cellulare possa davvero diventare la soluzione che tutti stavamo aspettando, oppure no. Voi la mangereste?