Firenze Basilica Santa Maria del Fiore
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Giornata storica a Firenze. La battaglia contro gli affitti brevi e l’overtourism segna un punto: il Tar ha respinto i ricorsi.

Giornata storica a Firenze per la battaglia contro gli affitti brevi e l’overtourism. Il Tar della Toscana ha respinto i ricorsi presentati da operatori, associazioni e privati sul regolamento comunale sulle locazioni turistiche brevi. Il Comune vuole preservare il centro storico, patrimonio Unesco dal 1982, e non vuole che si trasformi ancora di più in un albergo diffuso. Come sta accadendo anche in altre città, gli affitti a lungo termine sono introvabili, i negozi di quartiere abbassano le serrande e i prezzi delle case schizzano alle stelle.

Secondo la sentenza del Tar della Toscana, i ricorsi non sono accettabili perché: “La protezione dell’ambiente urbano e gli obiettivi di politica sociale e culturale, insieme alla conservazione del patrimonio storico e artistico, costituiscono motivi imperativi di interesse generale che giustificano restrizioni della libertà di iniziativa economica“.

E’ bene sottolineare che il regolamento comunale sugli affitti brevi, approvato a maggio 2025, limita le locazioni nell’area Unesco del centro storico, con il contingentamento alle sole unità già regolarmente destinate nel corso dell’anno 2024 alla locazione breve, autorizzazioni quinquennali, superficie minima di 28 mq e divieto di nuovi insediamenti residenziali a uso turistico.

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Affitti brevi e overtourism: cosa succede ora a Firenze?

La sindaca di Firenze Sara Funaro ha commentato così la sentenza del Tar: “Oggi è una giornata storica, abbiamo vinto su tutta la linea e su tutte le azioni che abbiamo messo in campo sugli sugli affitti brevi. Una vittoria non solo a livello locale, ma anche nazionale. (…) Sono tutte favorevoli al Comune, viene data totalmente ragione al nostro regolamento“.

Nel centro storico del capoluogo toscano, quindi, resta in vigore il regolamento comunale del 2025, che prevede autorizzazioni, limiti e stop a nuove locazioni turistiche, nonché divieto di keybox e tastierini affacciati su spazi pubblici o aperti al pubblico, con identificazione dei clienti che deve essere effettiva. Ovviamente, gli operatori faranno ricorso in appello, ma la decisione del Tar resta importante e, soprattutto, potrebbe essere decisiva anche per le altre città d’Italia che si trovano nella medesima situazione.