Allestita all’interno dell’ex chiesa di Santa Margherita, potrà essere visitata dal 18 maggio fino al 6 ottobre 2024

“L’arte del vedere. Manifesti e occhiali dalle collezioni Salce e Stramare”, è il titolo della mostra che si terrà dal 18 maggio al 6 ottobre 2024, a Treviso. La mostra, a cura di Elisabetta Pasqualin e Michele Vello, con la collaborazione di Mariachiara Mazzariol, allestita all’interno dell’ex chiesa di Santa Margherita, sita in via Reggimento Italia libera, verrà inaugurata sabato 18 maggio, alle 11.30.

La mostra esplora il mondo dell’occhiale attraverso due piani di lettura: la rappresentazione, mediante i manifesti pubblicitari della collezione Salce, e la forma, grazie agli occhiali storici della collezione Stramare. “Arte del vedere” è un ideale dialogo tra due collezionisti e le loro passioni. Le policrome visioni di carta dei manifesti di Ferdinando Salce, accanto alle mille declinazioni del tondo degli occhiali di Lucio Stramare. Ed è anche la prima volta che il Museo Salce pone il suo inestimabile patrimonio grafico a complemento del design, in un continuum di rappresentazioni di forme che vanno dal Cinquecento fino agli anni Cinquanta del Novecento.

Il visitatore può divertirsi a confrontare gli occhiali con la loro raffigurazione, che si fa astratta o puntuale a seconda della mano dell’illustratore e dello stile proprio di ogni epoca. Gli occhiali dei manifesti, raramente e tardi oggetto di pubblicità diretta, diventano protagonisti, come ornamento funzionale: sottolineano espressioni, acuiscono gestualità ed esaltano lo status sociale di chi li indossa.

Gli orari

La mostra “Arte del vedere” è visitabile, dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30). Fino alle 14, l’ingresso è gratuito, mentre dalle 14 alle 18, bisognerà pagare il biglietto del costo di 7 euro. Dalle 18 alle 21, infine, in occasione della Notte dei Musei, vi sarà un’apertura straordinaria.

Il Museo

Il Museo nazionale collezione Salce conserva la più ampia raccolta di grafica pubblicitaria esistente in Italia, donata allo Stato italiano dal trevigiano Ferdinando Salce (1877-1962), detto Nando, con testamento del 26 aprile 1962. Il Museo si articola in due sedi, entrambe nel centro storico della città di Treviso a poca distanza fra loro. La sede nel Complesso di San Gaetano, già inaugurata nel 2017, e la sede del Complesso di Santa Margherita, inaugurata nel 2021, che ospita spazi conservativi ed espositivi e un’installazione multimediale immersiva.

L’offerta museale in entrambe le sedi non ha configurazione permanente: per scelta scientifica e per ragioni conservative, i materiali della Collezione Salce sono esposti a rotazione nell’ambito di mostre temporanee di carattere monografico o tematico. Il ragionier Salce maturò fin da giovanissimo una incontenibile passione per i manifesti illustrati e grazie all’agiata condizione economica della famiglia si dedicò al collezionismo in modo quasi esclusivo. Nel 1895, a solo 18 anni, acquistò Incandescenza a gas brevetto Auer di Giovanni Maria Mataloni, la prima affiche della sua collezione. Da allora non si fermò più: nel corso della sua vita raccolse circa 25.000 pezzi, conservati fino alla morte nella soffitta della sua casa in piazza Mazzini, nel centro storico di Treviso.

Per decenni la Collezione non ha beneficiato di uno spazio espositivo proprio e la sua conoscenza è rimasta affidata ad eventi espositivi temporanei. Nel 2014 è diventata Museo permanente, con sede del Complesso di San Gaetano e accessibile al pubblico da maggio 2017. Il complesso di Santa Margherita, con finalità conservative e di valorizzazione, è stato ultimato nel 2021. La chiesa di Santa Margherita, con l’annesso convento, vennero edificati a partire dalla seconda metà del XIII secolo, per essere poi ultimati nel corso del secolo successivo. L’edificio è ad aula unica, chiuso da tre cappelle absidali a terminazione rettilinea.

Tra i suo tesori, il ciclo trecentesco delle Storie di Sant’Orsola e Tomaso da Modena, riscoperto nel 1882-83 dall’abate Luigi Bailo in una cappella, mentre la chiesa era già sconsacrata e in fase di pieno decadimento. Oggi è possibile vedere una ricostruzione virtuale di questi affreschi. All’esterno è stato parzialmente ricostruito l’antico chiostro, distrutto dai bombardamenti alleati del 7 aprile 1944. Le maestose dimensioni dell’intero complesso hanno reso possibile la compresenza, al suo interno, di spazi espositivi, del laboratorio di restauro e del moderno caveau tecnologico, realizzato appositamente per conservare l’intera collezione e le successive donazioni. Le pareti sono arricchite da una scenografica installazione multimediale immersiva.