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Siena rivale di Firenze

L’ipotesi più accredita vuole Siena fondata dagli Etruschi. Il legame con Roma, successivo, è confermato da numerosi reperti e anche l’emblema della città ha in comune con la prima il simbolo della lupa perché secondo una leggenda i figli di Remo si rifugiarono qui per sfuggire al gioco dello zio Romolo.
La città si estese sul territorio e si sviluppò secondo una forma di stella a tre punte. Una figura storica rilevante fu Matilde di Canossa, erede della Marca della Tuscia. Siena si rese sempre più indipendente fino a diventare Comune e istituire libere elezioni tra dei consoli rappresentati delle famiglie nobili dopo l’avvallo di Federico Barbarossa nel 1186.
Il Medioevo la vide schierata con i ghibellini che sostenevano gli imperatori del Sacro Romano Impero contro i guelfi (con a capo Firenze), a favore del papato e delle autonomie cittadine.
Siena, coinvolta in continue lotte con Firenze, sostenne dignitosamente la sua costituzione come Repubblica, forma di Stato a sovranità popolare. Sconfitta Firenze nella battaglia di Montaperti (1260) seguì un periodo fiorente con il Governo dei Nove, composto da magistrati e nobili. Si distinse come città di banchieri e mercanti ma proprio il commercio e l’opulenza furono oggetto di dibattito e riflessione tra i Senesi.

Figure di spicco

Siena è la città natale di Cecco Angiolieri, contemporaneo e amico di Dante Alighieri. Fu autore di versi opposti a quelli del Dolce Stil Novo dove predominava il prototipo della donna-angelo dal ruolo salvifico ed edificante.

Sempre a Siena nacque Caterina da Siena, proclamata Santa. Sepolta a Roma nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, il suo capo è conservato nella chiesa di San Domenico a Siena.
Fu giovanissima messaggera di pace, convincendo il papa a ritornare a Roma da Avignone. Non sapeva scrivere ma dettava lettere che confluirono nella sua opera principale, il Dialogo della Divina Provvidenza. Le sue conoscenze si accrebbero nel tempo con letture di tipo erudito e si distinse per il suo impegno quotidiano in opere di misericordia. Morì a soli 33 anni rinomata in quanto figura di spicco in dialogo con il mondo ecclesiastico, popolare e politico come una diplomatica della modernità. Si fece promotrice di una concezione di Stato retto secondo giustizia. È patrona d’Italia insieme a San Francesco di Assisi e compatrona d’Europa, oltre che Dottore della Chiesa.

La sua eredità e l’insegnamento morale furono ripresi da San Bernardino da Siena, noto per le sue prediche e invettive contro il commercio praticato senza rispetto della legalità e della morale, e scagliandosi contro l’usura.
Figure oltremodo audaci, considerato che le uniche armi in loro possesso erano le parole.
L’origine del Monte dei Paschi di Siena fu nobile negli intenti: l’istituzione coeva era rivolta al sostegno delle classi cittadine più disagiate attraverso il credito.

Il gotico senese

La città, lungo la via Francigena, coinvolta in scambi commerciali e mercantili con altri Stati europei come la Francia, rispecchiò anche artisticamente questi frequenti contatti e si può parlare di un Gotico senese. L’impulso alle opere pubbliche e al mecenatismo venne soprattutto dal Governo dei Nove. La città, nel 1995, è stata inserita nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Su Piazza del Campo, teatro dello storico Palio, dove si congiungono le 17 contrade medioevali, si affacciano il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia. Il fascino di questa piazza, costruita su un terreno caratterizzato da forti pendenze, è stato oggetto di varie interpretazioni. Conchiglia, manto verginale (la Madonna avrebbe posto sotto la sua protezione la città), teatro e arena. La divisione in nove settori è un ricordo e una celebrazione del Governo medioevale.
La fontana centrale fu commissionata a Jacopo della Quercia.
Di grande suggestione è anche il Duomo di fronte al quale fu edificato il primo ospedale europeo: Santa Maria della Scala, attualmente complesso museale.

La spada nella roccia

Di solito quando si parla di una spada conficcata nella roccia si pensa a Re Artù. In realtà fonti storiche accertano che a conficcare la spada nella roccia fu Galgano Guidotti, un santo locale. San Galgano, il cui nome fu convertito in Galvano e fatto rientrare nella schiera dei cavalieri della tavola rotonda, compì questo unico miracolo nei dintorni della città.

Il panorama è in simbiosi con i cipressi: un albero simbolico che emerge nella sua singolarità, attorno all’architettura cittadina, quando la foschia immerge Siena.