Le case automobilistiche si stanno preparando a ricevere una stangata molto pesante dalla Commissione Europea, a seguito dello sforamento dei limiti di emissioni delle proprie vetture. Riusciranno in futuro ad evitare tale multa?

Come molti sanno, lo scorso primo gennaio è entrata in vigore la normativa europea che distribuisce incentivi economici per la diffusione dei veicoli a basse emissioni. Le case automobilistiche devono però anche rispettare, pena una sanzione, il limite di inquinante, pari a 95 grammi per chilometro sulla 95% delle auto vendute. Tutto questo per andare a limitare sempre di più le emissioni inquinanti all’interno della nostra atmosfera. 

La sanzione che la Commissione Europea ha deciso è quella pari a €95 per ogni grammo di particellato sospeso sottile, che supera il limite dei 95 gr/km, per ogni veicolo venduto. Se infatti una determinata casa automobilistica vende ad esempio 100 mila vetture, il cui livello di emissione è di 96 grammi per chilometro, essa dovrà pagare €100.000 di multa.

Considerando quindi l’intero parco auto attualmente in circolazione in Europa e le stime di vendita per quest’anno, alcune stime che circolano on-line parlano di oltre 23 miliardi complessivi di potenziali multe per le case automobilistiche. Tutto questo non può che andare chiaramente a destare preoccupazioni per quest’ultime le quali sono andate ovviamente a cercare di sviluppare tecnologie ibride nel minor tempo possibile.

Se infatti osservate le diverse proposte commerciali, attualmente sul mercato, noterete come rapidamente c’è stata la diffusione dell’ibrido nella misura più leggera. Sono state infatti installate delle batterie elettriche che permettono ai motori termici di andare notevolmente a ridurre l’inquinamento, andando quindi a limitare il numero di grammi di emissioni complessive.

Scendendo nel concreto, secondo le stime di Jato Dynamic,  il costo per queste multe dovrebbe aggirarsi a circa 9 miliardi di euro per il gruppo Volkswagen, 5 miliardi per il gruppo PSA, 3,2 miliardi per la nostra FCA,  fino ad arrivare ai 2,7 miliardi per BMW.

In considerazione però del fatto che l’economia automobilistica sta vivendo dei pesanti momenti a causa del coronavirus, in molti ipotizzano uno slittamento di tali stangate.