shoes designer

Il giusto mix di creatività e precisione, la scoperta di un mondo fino a quel momento troppo lontano, e tanta voglia di percorrere quella nuova strada: Chiara Ferriolo, la shoes designer, dalla personalità in movimento 

Un annuncio online ed una candidatura a cuor leggero quelle della serie “Tanto non mi chiameranno mai”, poi però il telefono squilla e capisci che quel corso “shoes designer” ha scelto proprio te ancor prima che tu scegliessi “lui”.

La storia di Chiara Ferriolo è iniziata più o meno così, in quel lontano 2007, quando a 30 anni, mentre ti trascini dietro un sacco pieno di esperienze negative, ti rendi conto che bisogna riprendere in mano la propria vita e farne un “capolavoro”. 

E così, nonostante le fashion victim ed il tacco 12 fossero solo dei parenti molto alla lontana, Milano e la manifattura divennero in fretta il tasto rosso che si aziona nei film, quello che quando lo azioni o disinnesca la bomba o ti spalanca le porte di un burrone. 

Shoes Designer, formazione e pratica

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Neanche a dirlo, bomba disinnescata e salvataggio concretizzato; l’odore del cuoio è stato la bussola d’orientamento verso una nuova strada, ma il progetto, i numeri, il funzionamento delle macchine, il puro tecnicismo, ha spinto Chiara a percorrerla, lei che è creativa sì ma anche molto metodica, puntuale, precisa. 

Il passo successivo è stato uno stage in azienda ed un nuovo corso nelle Marche, dove iniziò anche l’avventura con un piccolo brand che le chiese di disegnare scarpe e stivali dal designer azzardato.

Idee e personalità, ecco “Chiara”

Nel 2008 si accese una lampadina di un progetto firmato Chiara Ferriolo, la luce rimase accesa per sei anni fin quando tale progetto non solo prese forma, ma indossò un paio di ali e spiccò il volo verso Shangai. Chiara da qui in poi non smise di cibare la sua voglia di fare e nel 2015 diede vita ad una scarpa proprio con il suo nome, una francesina che ha trasformato in passi la sua personalità. 

Vogue, “Who is on Next”, Catanzaro Design Week, Art & Glamour, il suo brand inizia ad essere raccontato più e più volte e le sue scarpe iniziano ad avere dei nomi, i nomi di chi riempie la sua vita a partire dai suoi nipotini. “È il mio modo per dirgli grazie, per lasciare dei segni lungo questo viaggio che dura da dieci anni ormai e che mi permette di creare scarpe ed accessori unici diventando La sarta delle scarpe in Papillon‘ e rappresentando così la mia personalità; sul frigo di casa ho una calamita firmata Cenerentola con scritto “Un paio di scarpe nuove può cambiarti la vita”, ho realizzato il mio sogno di diventare una shoes designer e non c’è stato bisogno di nessun principe azzurro, ce l’ho fatta da sola”.

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