Viaggio Africa Ezio Tiziana
Tiziana Cozzi e Ezio Pojer in Botswana durante il loro viaggio alla scoperta del continente africano (Fonte Cozzi/Pojer)

Più di 70 mila chilometri alla scoperta del continente africano su una Toyota Land Cruiser HDJ80 allestita da raid. Marocco, Angola, Etiopia, Sudan e molti altri paesi: per 366 giorni Ezio e Tiziana hanno fatto di questi territori la loro seconda casa.

 “Viaggiare in fuoristrada, in solitaria, ci ha permesso di vivere e respirare sino in fondo i paesi che abbiamo avuto la fortuna di visitare anche se, a volte non è stata vita facile. Nessuno con cui lamentarsi se qualcosa va storto, nessun albergo in cui rilassarsi dopo una lunga giornata e nessuno che ti prepari un pasto caldo – raccontano entusiasti Ezio Pojer e Tiziana Cozzi Ma non vorremmo viaggiare in maniera diversa perché non c’è niente di più bello e romantico che poter decidere dove fermarsi, dove dormire e quali persone conoscere. Puoi affrontare dune di sabbia, piste ricoperte di fango, aggirarti tra le foreste oppure in città. Sempre in assoluta libertà e nessun altro mezzo ti dà tutto ciò”.

Un amore immenso per i viaggi avventurosi il loro, come pochi altri. Marito e moglie: lui di Trento si trasferisce da bambino in provincia di Bolzano per poi spostarsi in Friuli per lavoro e lei, originaria di Catania, diciottenne, si stabilisce in un paesino in provincia di Udine. Appassionato di motori (il suo primo lavoro a 17 anni è proprio in un’officina), Ezio sceglie però la carriera militare e già prima di arrivare alla pensione si dedica ai viaggi, passione condivisa con Tiziana (a dire il vero è stata lei a trasmettergliela).

“Il mio primo volo aereo l’ho fatto a 18 mesi e fino alla maggiore età ho visitato in lungo e in largo l’Italia. Poi i primi viaggi da sola in Tunisia, Kenya, Thailandia e Argentina – prosegue Tiziana – Con Ezio abbiamo viaggiato in Europa, in parte dell’Asia e quasi in tutta l’Africa. In estate andremo verso est in Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan e Mongolia…tre mesi di avventura, come piace a noi. Con il nostro fuoristrada”. Ma questa è un’altra storia da raccontare.

Il periplo dell’Africa lo hanno fatto in tre anni: 366 giorni a bordo della loro Toyota HDJ80, “The Boss”, allestita grazie ai consigli di amici e fuoristradisti (un ringraziamento al forum Registro Land Cruiser Italia). “Ci è voluto un anno di lavoro e di sacrifici: all’inizio l’80 era di colore blu e la carrozzeria lasciava piuttosto a desiderare così lo abbiamo smontato, sistemato e riverniciato nel colore attuale – spiega Ezio – Alla fine la tenacia ci ha premiati: sembrava uscito da una concessionaria”. A novembre 2015 Ezio e Tiziana sono partiti da Gradisca d’Isonzo, dove abitano da alcuni anni, per raggiungere l’Africa. Ci torneranno altre volte per completare la scoperta di questo continente visitando 28 paesi e percorrendo oltre 70 mila km.

“Non cambieremmo nulla di ciò che abbiamo fatto, neanche una virgola: anche le cose spiacevoli che ci sono capitate o i cambi di programma all’ultimo momento ci hanno reso persone migliori, più esperti e pazienti – raccontano ancora – Abbiamo imparato molto e capito che bisogna trovare comunque un posto, uno qualsiasi, per tornarci sempre. Perché ci si sente al sicuro e perché ti rende completo, dove ci sono le persone care: insomma, casa”.

Fra i tanti, c’è un ricordo in particolare che portate nel cuore? “Sì, certo. A un’ora di strada da Nairobi, in Kenia, c’è l’Urafiki Medical Centre, centro medico gestito da una coppia di italiani, Maria e Leo. Un paio di giorni la settimana lei esce con il suo fuoristrada sgangherato, un vecchio Land Rover, per andare a distribuire cibo e medicinali ai vicini villaggi Masai – conclude Tiziana – Abbiamo avuto la possibilità di andare con Maria e per tutto il giorno abbiamo visitato i bambini (circa 300) di una scuola. Io ho misurato la circonferenza dell’avanbraccio che assieme all’altezza e al peso indicano se si soffre di malnutrizione. Ce n’erano e ce ne sono tanti che hanno anche altre patologie più o meno curabili. Poco prima di ripartire per tornare al centro medico arriva una mamma con due bimbi, 2 anni quello in braccio e 5 quello alle calcagna. I fuoristrada avevano già i motori accesi ma nessuno ha avuto il coraggio di andarsene senza prima visitarli. Quella donna era partita, a piedi, la mattina facendo 50 km per raggiungere il villaggio dove far visitare i propri figli e chiedere un po’ di cibo per farli sopravvivere. Non dimenticherò mai quest’incontro”.