Un treno unico e moderno, spinto dall'idrogeno, è il sogno dei due Sindaci. (Sander van der Werf / Shutterstock.com)

In occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante, si sta cercando di far partire nel prossimo anno la sperimentazione di un treno a idrogeno tra le due città.

I grandi anniversari, sono spesso associati a manifestazioni importanti o quantomeno ad eventi particolari.  Nel 2021 ricade il settecentesimo anniversario della morte del sommo poeta Dante Alighieri, da sempre associato alle città di Ravenna e Firenze. Per questo motivo sta prendendo sempre più piede la sperimentazione di un treno a idrogeno che colleghi Ravenna con Firenze, andando a nobilitare queste due città, da sempre collegate al poeta.

Per spingere tale proposta i due primi cittadini delle rispettive città hanno inviato una lettera congiunta a Trenitalia, al Ministro della Cultura e alla Ministra delle Infrastrutture.

Oltre all’utilizzo pregievole ed eco-sostenibile dell’idrogeno, le due città vorrebbero inoltre essere collegate da un unico treno moderno, senza andare a realizzare uno scambio come attualmente è necessario.  Un progetto quindi non solo di mobilità sostenibile, ma anche di ammodernamento della mobilità.

Attualmente le due città sono connesse da un sistema ferroviario abbastanza datato in quanto la via non è elettrificata e non è neanche presente un treno unico che le collega. Vista la struttura del percorso, è praticamente impossibile andare a effettuare una riforma di elettrificazione, a causa delle piccole gallerie e dei limiti strutturali. Per questo motivo una sperimentazione di un treno a idrogeno è la soluzione ottimale.

Ricordiamo infatti che quest’ultima forma di alimentazione ha un importante successo all’attivo in alcuni paesi europei e, soprattutto del nord Europa. Ravenna è inoltre un’importante città di attracco marittimo, e quindi potrebbe essere un primo aspetto per un successivo sviluppo di treni a idrogeno per merci. 

Un progetto che parte quindi per collegare due città, ma che potrebbe essere l’incipit di una progettazione e rivalutazione di una città strategica e culturale come Ravenna.