Toyota fornirà una spinta ai futuri treni ad idrogeno di domani (Shutterstock.com)

La casa automobilistica giapponese, fornirà moduli per le celle a combustibile per treni a idrogeno.

Toyota ha deciso di investire anche nel comparto dei treni. La casa nipponica è una delle pochissime a sviluppare nel corso degli anni la tecnologia a idrogeno. Questa tecnologia non è da considerare solamente nel mondo Automotive, ma anche all’interno del comparto treni. 

Se siamo convinti che tutti i treni utilizzino l’elettricità, ci sbagliamo seriamente. Una grandissima fetta del mercato dei treni è infatti ancora legata alla motorizzazione diesel, ove la possibilità di posizionare linee elettriche non sia possibile. Per questo motivo quindi i treni a idrogeno sarebbero un importantissimo sviluppo anche per paesi in via di sviluppo. Molto spesso infatti la creazione di linee elettrificate non è possibile a causa dei costi elevati e delle problematiche strutturali.

Se ci pensiamo un attimo, circa il 50% delle linee elettriche europee sono elettrificate, mentre 50% sono ancora a Diesel. Per questo motivo è nato un progetto europeo coordinato da partner provenienti da Germania, Portogallo, Spagna e Belgio. Tale collaborazione sta testando un prototipo di treno a zero emissioni che utilizza l’alimentazione elettrica della rete aerea con una centralina ibrida a celle di combustibile. 

Toyota fornirà il modulo compatto del sistema di celle a combustibile per l’alimentazione a bordo, mentre le batterie e convertitori di potenza saranno realizzati dal produttore spagnolo CAF. I primi test si svilupperanno nel territorio portoghese, grazie alla collaborazione con l’infrastruttura locale.

Nelle scorse settimane si erano registrate notizie circa la declinazione di progetti italiani per treni a idrogeno. Come vediamo, tale situazione potrà essere sviluppata rapidamente anche in un contesto europeo.  Staremo a vedere i progressi di questa importante collaborazione tra partner europei al fine di colmare la restante e l’enorme parte pari al 50% di tratte ancora spinte da motorizzazione diesel.