Trans African Tour
Dario Basile e la Aziza 7 durante il Trans African Tour nel 2013 (Fonte Dario Basile)

Un viaggio in 8 tappe attraverso 14 paesi percorrendo 37.600 km in fuoristrada: è la grande traversata dell’Africa che un gruppo di amici ha effettuato in 4 anni sulle orme di Nino Cirani e la sua Aziza 2.

Era il gennaio 2011 e mi trovavo con Vittorio Parigi e altri amici in Etiopia sulle piste poco frequentate della Dancalia. Stavamo raggiungendo la base di partenza per la salita al vulcano Erta Ale quando, ricordando i viaggi già effettuati, scoprimmo che nel 2014 sarebbe ricorso il 50° anniversario del leggendario Trans African Tour effettuato da Nino Cirani nel 1964 proprio insieme a Vittorio – racconta Dario Basile, viaggiatore, fotografo e coordinatore di Colori di Sabbia – Perché non organizzare allora una rievocazione di quello storico viaggio che attraversò il continente africano da Città del Capo al Cairo? Dopo una breve pausa di riflessione…fummo tutti d’accordo: dovevamo realizzare quel sogno!”.

Nel 2014 il Trans African Tour, Capetown – Cairo – Casablanca, effettuato da Nino Cirani, architetto, fotografo, giornalista e viaggiatore oltre che mito per i landroveristi e gli amanti dei viaggi d’avventura, ha festeggiato i suoi 50 anni. All’epoca il mensile Quattroruote dedicò un ampio servizio giornalistico a questa traversata automobilistica del continente nero, da sud a nord.

Qualche anno prima, in previsione di quell’anniversario, un gruppo di amici, tutti appassionati viaggiatori e fra questi anche il compagno di avventura di Cirani del 1964, Vittorio Parigi, oggi 83enne, hanno progettato la rievocazione del mitico viaggio: una replica del Trans African Tour con una Land Rover 109 d’epoca allestita come la famosa “Aziza 2” protagonista di quel memorabile tour alla scoperta dell’Africa.

L’itinerario, svoltosi in più tappe fra il 2013 e il 2016, ha ricalcato quello a suo tempo effettuato lungo la dorsale orientale del continente africano, attraversando 14 paesi e percorrendo qualcosa come 37.600 chilometri. A fare da appoggio alla replica dell’Aziza 2, ribattezzata per l’occasione Aziza 7, sono stati due Land Rover di più recente fabbricazione, una Defender 110 TD5 e una Defender 110 TDI 300.

Quattro i protagonisti principali di questo interessante progetto a iniziare da Vittorio Parigi, classe 1937, professione architetto. Compagno di avventure di Cirani, a Vittorio è scoccata presto la scintilla che lo ha fatto innamorare dell’Africa (e lo è ancora). I suoi viaggi sono stati numerosi e in tutte le parti del continente nero. Non ha mai rinunciato a partire per nuove esperienze africane e l’idea di rievocare dopo cinquant’anni la grande traversata del 1964 lo ha entusiasmato. Con lui Dario Basile, appassionato viaggiatore e fotografo, fondatore e coordinatore dal 2003 di Colori di Sabbia. Dopo aver viaggiato per molti anni nel Sahara a bordo del suo 4×4, ha ampliato l’interesse verso altri paesi dell’Africa equatoriale e australe e successivamente per Australia, Sud America e Asia. Ideatore con gli altri amici del gruppo del progetto “50° anniversario Trans African Tour”, ha dedicato parte del suo tempo alla realizzazione del programma di viaggio e ai numerosi aspetti logistici e organizzativi.

Augusto Cavenago, già caposcalo di un’importante compagnia aerea all’aeroporto di Milano Malpensa, appassionato viaggiatore, ha attraversato il Sahara molte volte con il proprio veicolo fuoristrada senza mai abbandonare il piacere della scoperta e dell’esplorazione di nuovi deserti. La sua conoscenza delle lingue e delle diverse culture africane è stata di grande aiuto al gruppo durante il lungo viaggio transafricano.

Infine, Andrea Brunelli, meccanico di grande esperienza e appassionato di viaggi esplorativi. Ha collaborato alla realizzazione del progetto “50° anniversario Trans African Tour” dedicando molte ore del suo tempo alla preparazione in officina della Land Rover 109 IIa serie, replica dell’auto che ha attraversato l’Africa da Cape Town al Cairo nel 1964. Instancabile e generoso nel suo lavoro, ha messo a disposizione del gruppo la sua esperienza per riparare in qualunque situazione gli inconvenienti meccanici che inevitabilmente si sono verificati.

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