Silk-Way-Rally-2018
Equipaggio in gara sui tracciati di una passata edizione della Silk Way Rally (Fonte Sonja Vietto Ramus)

Start ufficiale da Omsk, in Siberia, il 1° Luglio, per il rally raid che ripercorre la Via della Seta e che il prossimo anno si snoderà su un percorso di 5 mila km e 10 tappe

Dopo l’inevitabile pausa di quest’anno dovuta all’emergenza sanitaria, il Silk Way Rally si prepara a tornare per la prossima edizione, in programma dall’1 all’11 luglio. E lo fa con il botto.

Il rally accompagnerà infatti i concorrenti attraverso i paesaggi della Siberia sud occidentale e poi su un incrocio da ovest a est dell’Altai russo e mongolo prima di un gran finale cinese nel deserto del Gobi e l’arrivo a Urumqi, il tutto dopo 5.000 chilometri di cui circa la metà di prove speciali.

Il Silk Way Rally, la cui prima edizione ha collegato la Russia al Turkmenistan nel 2009, celebrerà nel 2021 il suo 11° anniversario attraversando le principali regioni e i paesi dell’antica “Via della Seta” nel cuore dell’Asia Centrale, unico evento sportivo della prossima stagione a svolgersi su tre paesi: Russia, Mongolia e Cina.

“Gli eventi di questi ultimi mesi hanno cambiato profondamente il mondo, quello dello sport e dell’automobilismo in particolare. Il team del Silk Way Rally è rimasto però impegnato durante questo anno difficile e ha continuato a investire per essere pronto per la prossima edizione – commenta Vladimir Chagin, direttore del SWR – A luglio i concorrenti del rally scopriranno regioni completamente nuove su un tracciato fino ad ora mai percorso: il sud ovest della Siberia, la regione dell’Altai con la sua natura incontaminata e i suoi paesaggi mozzafiato, ancora la Mongolia ma in una zona diversa dalla precedente edizione e ovviamente il Deserto del Gobi, insostituibile e sempre atteso da ogni pilota”

Qualche anticipazione sul percorso? “Quello che abbiamo scoperto durante le ricognizioni è semplicemente fantastico: i paesaggi sono mozzafiato e la sensazione che si ha guidando è di totale libertà – assicura Luc Alphand, consulente sportivo del rally – Le piste sono davvero fatte per il rally raid, un piacere per piloti e navigatori. Dopo Irkutsk e il lago Baikal nel 2019, i team conosceranno un’altra regione della Siberia prima di attraversare l’Altai russo e mongolo, diretti al deserto del Gobi“.