MAN di Paolo Calabria al Fenix Rally
(©RBI Media)

Podio assoluto fra i camion per il MAN del bresciano Paolo Calabria che si è aggiudicato tutte le prove speciali di questa quarta edizione del rally andata in scena fra piste e deserto della Tunisia

Non poteva iniziare meglio la nuova avventura offroad di Paolo Calabria: il pilota bresciano, assieme agli amici Loris Calubini e Giuseppe Fortuna, al volante di un nuovo performante MAN autocostruito, ha conquistato il podio della categoria camion al ‘Fenix Rally’, il rally-raid organizzato dalla RBI Sport di Alexander Kovatchev, svoltosi in Tunisia ad aprile.

Con i colori dell’Eagle Racing Team, nuovo sodalizio motoristico fondato da Calabria, il MAN (con il numero #506) si è schierato ai nastri di partenza del rally aggiudicandosi il miglior tempo del prologo e di ogni tappa, affrontando gli impegnativi tracciati di gara. Calabria ha conquistato il primo gradino del podio fra i camion con un tempo totale di 30h11’32”, piazzandosi davanti ai tedeschi Steinhoefel/Ullman/Schwark, su MAN Kat. 1, e all’altro equipaggio tedesco del team Nessi.

Il pilota bresciano ha affrontato i tracciati del Fenix Rally alla guida di un MAN 12.800 cc, 800 CV, equipaggiato da un nuovo telaio con passo maggiorato, balestre in acciaio speciale con geometria progettata ad hoc e nuovi assali con freni a disco forniti dalla Meritor, azienda americana con sede anche in Italia, con cui Calabria collabora per testare alcune componenti in condizioni limite. Sul camion ha debuttato inoltre un nuovo cambio semiautomatico del marchio tedesco ZF Friedrichshafen AG, il cui software di gestione è stato realizzato completamente dal team di elettronici della stessa azienda CMC, con la preziosa supervisione dell’ispettore di ZF Italia.

“Con il team abbiamo lavorato più di un anno per costruire il nuovo camion cercando di apportare tutta la nostra esperienza tecnica, scegliendo componenti e accessori di alta gamma, performanti ed estremamente robusti, per rispondere al meglio alle forti sollecitazioni a cui questi veicoli vengono sottoposti durante i rally. Il deserto e le dune della Tunisia sono da sempre uno scenario perfetto per fare test su veicoli di cui si vuole valutare validità ed affidabilità -racconta Calabria- Volevamo partecipare ad una prima gara impegnativa e, considerando l’esperienza di questa organizzazione nella famosa Breslau, la scelta è ricaduta sul Fenix Rally. La vittoria di categoria e l’ottimo piazzamento nella generale (che comprende moto, SSV, ATV, auto e camion, ndr) ci hanno premiati dei lunghi mesi di lavoro in officina. Il camion si è comportato benissimo, non ha avuto alcun tipo di problema o noia meccanica: siamo veramente soddisfatti del risultato ottenuto e di questo bel progetto motoristico”.

Da sinistra: Loris Calubini, Giuseppe Fortuna e Paolo Calabria (©Calubini)

Questa edizione del Fenix Rally, che ha preso il via con il prologo Djerba-Djerba, si è svolta su un tracciato decisamente vario per tipologia di terreno: piste ghiaiose, dune, tracce sabbiose e passaggi nel chott (lago in secca, ndr), alternando tratti di guida veloce ad altri più lenti e tecnici. Dopo la partenza da Djerba, le 7 tappe (di cui una annullata per il maltempo) hanno accompagnato i partecipanti nel sud tunisino, attraverso le famose sabbie del Sahara (con stage a Douz e Ksar Ghilane), per poi rientrare sulla celebre isola della Tunisia (cui è collegata tramite il ponte romano di El Kantara).

“Fra le tappe più belle di questo rally c’è sicuramente l’ultima, quella Djerba-Djerba, molto varia e veloce -conclude Calabria- Anche perché sapevamo di essere sul podio! Scherzi a parte, è stata davvero una bella gara in cui abbiamo consolidato ancora di più l’affiatamento dell’equipaggio. Gli splendidi paesaggi della Tunisia e l’ottima organizzazione dell’evento hanno fatto il resto. Parteciperemo sicuramente di nuovo”.

Durante il Fenix Rally, a fornire appoggio meccanico al MAN dell’equipaggio Calabria/Calubini/Fortuna è stato il MAN Tga 480 d’assistenza dello stesso team con alla guida Vittorio Furlan e Enrico Lamini.