Associazioni ed attivisti per la sicurezza in bicicletta si sono ritrovati per un presidio davanti al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture

La bicicletta non è uno scomodo intralcio alla circolazione, ma è parte della soluzione per avere città più vivibili e per una mobilità realmente sostenibile. Un gruppo di ONG ambientaliste e di ciclisti hanno tenuto un presidio davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma per chiedere una viabilità più sicura, con lo slogan “Basta morti in strada, basta morti in bici“. Erano presenti Legambiente, le testate La Nuova Ecologia e BikeItalia, insieme a FIAB, Touring Club Italiano, Accpi, Ancma, ASviS, Clean Cities Campaign, Fondazione Luigi Guccione, Fondazione Michele Scarponi, Associazione Lorenzo Guarneri, Kyoto Club, Salvaiciclisti, Velolove e Vivinstrada. 

Le associazioni chiedono “città a 30 km/h, più fondi per le ciclabili, legge sulla distanza di sorpasso a 1,5 metri, politiche orientate alla Vision Zero che permettano di dare spazio e sicurezza alle persone prima che alle auto, azzerando le vittime degli incidenti“. Chiedono, inoltre, “il ripristino immediato dei finanziamenti alle ciclovie, cassati nella nota integrativa alla Legge di bilancio 2023“. 

Nel 2021 in Italia si è registrata una media giornaliera di 561 feriti e 7,9 vittime in incidenti stradali, con un costo sociale pari a 16,4 miliardi di euro, lo 0,9% del Pil nazionale, secondo dati Aci-Istat 2021. La fascia più colpita dai decessi è risultata quella dei 20-24 anni. Quasi il 10% degli incidenti, lo scorso anno, ha riguardato i ciclisti: sono 220 quelli che hanno perso la vita nel 2021. E non è andata meglio durante i primi sei mesi del 2022, che hanno visto un incremento del numero di incidenti stradali con lesioni a persone (81.437) pari al +24,7%, rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2021. Tra le prime cause dei sinistri stradali, figurano velocità, distrazione e mancato rispetto delle regole stradali da parte dei conducenti degli autoveicoli.

Fonte: Ansa