
L’evento, introdotto dal Direttore Generale Andrea Zaratani, ha visto la partecipazione del Sindaco di Imola, Marco Panieri. Il pilota Giorgio Porello: “Nel deserto gli errori si pagano tutti, la prevenzione e la fiducia nel team sono tutto”.
Resilienza, preparazione, gestione del rischio e, soprattutto, tanta sicurezza. Sono questi i temi cardine dell’evento che si è tenuto presso il Campo Prove di Imola di PiùSicurezza (Via Pasquala n. 4K). L’azienda imolese, leader nella consulenza e formazione sulla sicurezza sul lavoro, ha trasformato i propri spazi in un palcoscenico d’eccezione ospitando uno dei protagonisti della Dakar 2026.
L’incontro, aperto dall’introduzione di Andrea Zaratani, Direttore Generale di PiùSicurezza, ha visto la partecipazione istituzionale del Sindaco di Imola, Marco Panieri, che ha voluto portare il saluto della città, sottolineando il profondo legame del territorio imolese con i motori e il valore fondamentale della cultura della prevenzione.
7.500 km nel deserto: il sogno diventato realtà
A gennaio 2026, il pilota genovese Giorgio Porello, insieme al navigatore Simone Casadei e al meccanico Gianluca Capelli, componenti del Team Gealife, hanno sfidato il deserto dell’Arabia Saudita. Oltre 7.500 chilometri percorsi in quattordici giorni a bordo di un camion Iveco Magirus 330, tra rocce e dune di sabbia, portando a compimento un sogno coltivato nel tempo.
Istruttore e organizzatore di corsi sulla guida sicura di autovetture dal 1990 e di autocarri dal 2003, Porello ha iniziato la sua carriera da giovane nell’azienda di famiglia, lavorando nel trasporto corrieristico. Un percorso lavorativo che ha impresso una direzione chiara ai suoi sogni fra cui quello di correre la Dakar. Una gara che richiede mesi di preparazione fisica e mentale per mantenere la concentrazione per periodi lunghi e con ritmi estenuanti.
“Ci vogliono ingredienti chiave per arrivare fino in fondo: la conoscenza del mezzo, l’esperienza alla guida e la fiducia nel team -racconta Giorgio Porello– L’equipaggio è stato scelto con cura: per stare 14 giorni in uno spazio così limitato, nella cabina di un veicolo, è fondamentale andare d’accordo”.
La gestione del rischio estremo e l’importanza del team
Durante la serata sono stati condivisi anche i momenti più critici della corsa, dove la sinergia dell’equipaggio si è rivelata di fondamentale importanza: “In un’occasione, c’è stato un passaggio piuttosto impegnativo e pericoloso, alcuni partecipanti sono tornati indietro e non l’hanno affrontato. Per il nostro equipaggio è stata decisiva la fiducia nel meccanico, che è sceso dal veicolo e mi ha indicato dove passare: così siamo riusciti a passare! In generale, quando ci si sveglia alle 2 o alle 3 di mattina, si smonta la tenda e si parte per una tappa lunga anche di 900 km, è difficile mantenere sempre alto il livello di attenzione” prosegue Porello.
I pericoli nel deserto sono costanti: dalle insidie meccaniche alle buche, dagli avvallamenti fino al rischio di ribaltamento. Le gomme rappresentano il problema principale, messe a dura prova dai lunghi tratti pietrosi che impongono una gestione strategica di velocità e pressione.
“La mia attività finalizzata alla guida sicura mi ha sicuramente aiutato –continua il pilota genovese- Certo, nel deserto non si può fare un discorso di guida sicura, bensì di mantenimento della sicurezza su un tracciato notevolmente impegnativo. Tutto ciò che nel tempo mi ha formato, relativamente alla sicurezza stradale, è stato determinante per completare le giornate, in cui abbiamo avuto anche imprevisti che siamo riusciti a superare con la collaborazione di tutti”.
Dalla cabina del camion all’azienda: la formula vincente di PiùSicurezza
Per il pilota Giorgio Porello la formula vincente è chiara: prevenzione e capacità di reagire agli imprevisti. Si tratta di una lezione che va ben oltre i confini della gara e che si sposa perfettamente con la filosofia aziendale di PiùSicurezza, traducendo l’esperienza delle sfide estreme in strategie concrete per il mondo del lavoro.
Il valore formativo dell’iniziativa ha trovato il forte apprezzamento del sindaco di Imola, Marco Panieri: “Vedere una realtà del nostro territorio come PiùSicurezza farsi promotrice di una cultura della prevenzione così dinamica è un segnale importante. Questo progetto ha il grande merito di connettere le sfide estreme della Dakar alla quotidianità delle nostre imprese. La sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta che si costruisce proprio attraverso la formazione e la sensibilizzazione.”
Il Primo Cittadino ha poi voluto fare un parallelismo concreto legato alla sicurezza stradale e alla percezione del rischio, specialmente tra i più giovani: “C’è un dettaglio tecnico fondamentale che spesso i neopatentati ignorano: l’impatto del carico sulla fisica del veicolo. Quando si impara a guidare si è da soli con l’istruttore, ma la realtà di tutti i giorni è fatta di auto piene di amici e baricentri totalmente modificati. Portare l’esperienza di grandi professionisti e piloti nelle scuole o negli eventi locali è la chiave per colmare questo vuoto, trasformando la percezione del rischio dei ragazzi in autentica responsabilità.”
A fare eco alle parole del sindaco è il Direttore Generale di PiùSicurezza, Andrea Zaratani, che ha concluso l’evento sottolineando il filo rosso che unisce l’asfalto della strada, la sabbia del deserto e i pavimenti delle aziende: “Ospitare Giorgio e avere al nostro fianco il Sindaco Panieri è stato un grande onore. Il parallelismo tra questi mondi è evidente: la formazione continua, la manutenzione rigorosa dei mezzi, la sinergia del team e la prontezza decisionale sono gli elementi che salvano la vita. Nello sport, così come in fabbrica o in cantiere.”











