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Troppe automobili in Italia: un sondaggio del “Corriere della Sera” stimola la riflessione per un cambio di mentalità

In Italia ci sono troppe automobili. A dirlo sono i dati. L’inserto L’Economia del Corriere della Sera offre un interessante spunto di riflessione su quanto la mobilità attiva possa e debba essere vista come la soluzione ai troppi mezzi privati che sono tornati ad affollare strade, piazze e città. Prevedibile lo svuotamento dei mezzi pubblici causato da ingressi contingentati e legittime paure da parte dei passeggeri dovuti agli assembramenti a bordo. In quei mesi FIAB chiedeva di investire in maniera massiccia sulla bicicletta, l’unica alternativa al mezzo privato.

I dati più attuali citati dal Corriere riferiscono che, in Italia, quasi il 74% della popolazione utilizza l’auto e la metà la guida tutti i giorni. Il confronto, sempre lungo la penisola, con gli altri mezzi di trasporto rende l’idea di quanto lavoro ancora si debba fare su questo fronte: l’1,7% ricorre al treno e il 25% sfrutta il trasporto pubblico locale. Nel grafico presentato dalla testata non è presente la bicicletta, che secondo i censimenti degli ultimi tempi registra un’impennata negli utilizzi.

Noi lo diciamo da sempre – premette Alessandro Tursi, Presidente FIAB – ma è importante che anche i più importanti giornali italiani ne parlino finalmente. Potrebbe essere un’ulteriore spunto di riflessione per politici, amministratori e cittadini. Dobbiamo assolutamente abbassare il tasso di motorizzazione italiano. Passi avanti notevoli sono stati fatti negli ultimi anni, soprattutto dopo lo scoppio della pandemia, ma ancora non basta. In molte città le infrastrutture bike friendly sono ancora insufficienti e la gran parte dello spazio pubblico è tutt’ora consegnato al dominio delle auto private. Bisogna alimentare con costanza quel circolo virtuoso in cui i cittadini chiedono un cambiamento e gli amministratori, a loro volta, lo stimolano investendo in ciclabilità. Per farlo bisognerebbe partire dal togliere gli incentivi all’auto privata. Per uscire dall’era delle città garage la chiave è sostenere la mobilità ciclistica e scoraggiare l’utilizzo dell’auto“.