Il G7 in corso ha deciso di non porre uno stop ai motori termici (Shutterstock.com)

La riunione delle 7 potenze maggiori mondiali ha deciso di definire una linea abbastanza soft sulla mobilità sostenibile. Vediamo insieme i principali aspetti.

Tutti coloro che si aspettavano una presa importante di posizione nei confronti della mobilità sostenibile, potrebbero rimanere un po’ delusi. Attualmente il G7 ha deciso di non porre un divieto di vendere auto a benzina e diesel dopo il 2030. Quello che è stato deciso dalle sette potenze mondiali è di accelerare il processo di conversione dei trasporti senza però porre una data di fine per i motori termici.

Questa mossa va a contrattare un po’ le decisioni di alcuni paesi circa l’abolizione delle auto termiche fra circa 10 anni. Ovviamente stiamo parlando di diversi aspetti e diverse implicazioni geopolitiche.

Il mondo quindi sta cercando di accelerare quanto prima sulla conversione totale della mobilità sostenibile, ma non vuole mettere dei termini temporali sulla transizione.

Il G7 però ha deciso di finanziare la transizione dei paesi meno abbienti con una somma pari a 100 miliardi di dollari annui.

Stiamo parlando quindi di un doppio canale di lavoro. Da una parte infatti le grandi potenze stanno studiando come abbattere le emissioni inquinanti, dall’altra cercano di ricucire la forbice del divario.

I paesi in via di sviluppo infatti sono un aspetto da considerare notevolmente per quel che riguarda l’inquinamento. Non è possibile pensare che l’inquinamento della terra dipenda solamente dalle sette potenze maggiori.

Sebbene le decisioni prese dal G7 abbiano un indirizzo geopolitico mondiale, la lotta all’inquinamento deve essere sviluppata sotto ogni singolo aspetto in ogni singola parte del mondo.

Ecco perché andare a creare un finanziamento per i paesi meno abbienti è sicuramente un aspetto importante ed interessante da sottolineare. Staremo a vedere se ci saranno ulteriori novità in queste ore e nel caso le comunicheremo nei prossimi articoli.