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Saranno gli attuali distributori di benzina, la struttura chiave per le future ricariche elettriche (Shutterstock.com)

In un continuo lavoro di ricerca della strategia migliore in termini di infrastrutture, il report realizzato da Motus-e,  individua negli attuali distributori, lo struttura chiave per andare a convertire il paese all’elettrico.

In un momento dove i Comuni italiani e quelli di tutto il mondo stanno cercando di individuare dei luoghi per andare a installare le colonnine di ricarica veloce delle vetture elettriche, un’interessante analisi è stata realizzata da Motus-e. Il report on-line si chiama “Il futuro della mobilità elettrica: l’infrastruttura di ricarica in Italia @2030”.

Secondo quanto si apprende, le 7 sorelle e i distributori di benzina starebbero ragionando su andare a convertire le proprie aree di servizio in area di servizio per la ricarica di vetture elettriche. Chiaramente se ci sarà una progressiva diminuzione dell’afflusso delle persone su tali aree, per ricaricare con benzina o diesel le vetture, i distributori dovranno convertirsi e adattarsi alle nuove necessità.

All’interno delle città si ipotizza di trasformare le stazioni di servizio in aree con almeno 4 colonnine standard da 22 kW, che ovviamente possono essere aumentati in termini di potenza.

Se invece usciamo dall’ambito cittadino, le aree di servizio extra urbane e quelle autostradali, vedranno sostituire le cisterne con delle maxi batterie, necessarie per andare ad accumulare l’energia elettrica necessaria per distribuirla poi al singolo cliente.

Sono allo studio diverse soluzioni, oltre alla conversione delle attuali stazione di ricarica di benzina in elettrico. A seconda infatti che il cliente abbia o non abbia un garage, è infatti da studiare attentamente la strategia per andare a condividere o meno le colonnine di ricarica. Se infatti il cliente non ha una colonnina di ricarica in casa all’interno del proprio garage, dovrà servirsi di quelle esterne. Ma a questa soluzione deve trovare un rimedio il fatto di andare a ricaricare la vettura in qualche ora, aspetto proprio non comodo per tutti. 

Staremo a vedere, come si andrà a delineare il futuro della mobilità sostenibile, anche grazie a queste ricerche e questi studi.