Autore Matteo Dunchi per Sigeric SC

Ottanta chilometri, suddivisi in due tappe, partendo da Pontremoli e attraversando tutte le località dell’entroterra della Lunigiana

Il modo migliore per scoprire la Lunigiana è farlo proprio attraverso la sua Bike Area, se dotati di una potente ebike con cui scavalcare ogni singola asperità, si potranno facilmente effettuare tour con chilometraggi più elevati per esplorare ogni angolo. Da Pontremoli abbiamo provato a immaginare un’escursione armonica attraverso i borghi, pedalando sui molteplici crinali per toccare i due estremi, un tracciato che riprende in maniera fedele parti del Lunigiana Trail ma che si propone di portare alla scoperta anche i trail più impegnativi, due giornate rappresentano un sostanzioso antipasto per la scoperta della Lunigiana, 80 chilometri con 2.800 metri di dislivello, un approccio all mountain e la pace dei territori boschivi. 

Prima tappa, dalle Amor al Bosta 

Pontremoli è uno dei maggiori centri culturali e turistici della Lunigiana. Un paese in cui le culture di diverse epoche storiche, barocco e rinascimentale, si mescolano dando origine a un ordinato insieme di colori, profumi e tradizioni. Il Castello del Piagnaro, parte più elevata del borgo, veglia sulle strade di Pontremoli, offrendo scorci incantevoli da osservare. Partendo dalla Piazza del Duomo di Pontremoli immancabile è la colazione a base di Amor, un dolce di origine elvetica a base di crema e wafer. Dal centro del paese si punta l’avantreno verso i monti, in direzione del Passo della Crocetta prima e Prati di Logarghena dopo. Una salita dal fondo variabile ma principalmente battuto e scorrevole. Il silenzio della campagna ha un fascino antico che solo in mountain bike può essere apprezzato. I pascoli dei Prati di Logarghena rappresentano una delle terrazze naturali più affascinanti dell’Area, un luogo in cui potersi fermare per osservare il panorama, apprezzare un pranzo al sacco e ricaricare le batterie della propria ebike nella zona pic nic allestita con una colonnina per la ricarica elettrica e una colonnina per la riparazione. Prati di Logarghena è uno dei punti più vicini al profilo appenninico, con un’altitudine che sfiora i mille metri. L’incanto dei monti a distanza ravvicinata viene abbandonato solo temporaneamente per imboccare la sterrata che si dirige verso Rocca Sigillina, uno stradone largo a tornanti, con pendenze variabili e un fondo che si alterna tra battuto e mosso. Rocca Sigillina è uno di quei borghi in cui il silenzio regna sovrano e i resti del feudo in posizione dominante raccontano di un paese al centro della rotta del sale, un crocevia di grande valore commerciale e un potentato in continua lotta con i Malaspina. Rocca Sigillina in una posizione strategica, alle falde dell’Orsaro, è ora la porta di accesso al comprensorio del Monte Bosta. Per accedervi si imbocca un asfalto che conduce al Martinello l’ultimo borgo prima del bosco. Una sterrata larga a pendenze pedalabili, una passeggiata se intrapresa con l’e bike. Il bosco si chiude come uno scudo sulla larga sterrata, offrendo un clima più fresco e isolando completamente il biker dal contesto esterno. Dalle pendici del Bosta si può salire fino alla sua Croce, attraverso una rampa sterrata che riporta alla vista dell’Appennino, parte del Parco Nazionale riconosciuto come Riserva Biosfera Unesco dal 2015. Un luogo di inconfondibile fascino da cui poter gettare per alcuni attimi lo sguardo sulle cime dell’Appennino Tosco Emiliano, dal Marmagna, al Sillara, Monte Acuto. Lo sguardo da qui non può non posarsi sulle maestose Alpi Apuane, sagome che si schiariscono all’orizzonte da cui si riconoscono i profili netti del Monte Cavallo, del Pizzo d’Uccello e del Monte Sagro. 

Il Monte Bosta è il centro nevralgico della Bike Area da qui si snodano i più entusiasmanti e tecnici sentieri che si possano immaginare anche per gli utilizzi più avanzati: Vecchio Henry, Fil Di Gresta, Martinello, Renzhofer e La Fola. Tutte alternative utili ad arrivare a valle e tornare fino alla cima, per escursioni “neverending ride”. 

Per disegnare un tracciato da due giorni di riding bisogna potersi affidare all’accoglienza delle strutture lunigianesi, per una due giorni che attraversa la Lunigiana in toto, la prima giornata può prevedere la sosta notturna a Bagnone, un altro dei più affascinanti borghi lunigianesi, con il suo porticato seicentesco, il ponte vecchio e il Castello. 

Seconda giornata, l’Oriente e le sue prove speciali 

Da Bagnone la tratta della Via Francigena riprende il suo corso per addentrarsi in una vallata dai connotati selvaggi, è la Thailandia lunigianese, con alti alberi che donano respiro e refrigerio. La traccia ufficiale del Lunigiana Trail, un’escursione da affrontare in stile bikepacking da 230 km, conduce i suoi pellegrini a due ruote sulla rotta del borgo di Apella e il premiato Agriturismo di Montagna Verde. Il Borgo di Apella, trasformato in un albergo diffuso, rappresenta il contesto ideale per vivere in un contesto architettonico che porta i suoi ospiti ai tempi che furono, tra gli stretti vicoli con lunghe volte in pietra e una diramazione di piccoli passaggi che si affrontano solamente a piedi. Un bike hotel all’interno di un borgo medievale, un contrasto forte che merita di essere vissuto, all’interno del paese di nascita di Anacarsi Nardi, patriota ed eroe risorgimentale. La parte Orientale della Lunigiana Bike Area passa per la Firenze della Lunigiana, ossia Fivizzano, un centro rinascimentale che si trova proprio all’ombra delle Alpi Apuane. L’Associazione dei Sentieri Liguri Apuani e organizzatori del Wild Bike Fest proteggono i sentieri che nascono intorno alla località di Equi Terme, centro urbano votato alla pratica outdoor grazie alla presenza delle Grotte di Equi in cui è presente una Tecchia preistorica al cui interno sono stati rinvenuti animali della stessa epoca e molti altri servizi. 

I trail che dai rilievi dietro a Equi Terme riconducono all’area termale, si trovano esattamente di fronte a uno dei più maestosi paesaggi della Lunigiana Orientale, la Parete Nord del Pizzo d’Uccello. Cinghio Verticale, Odissea, Aiola e Gagliata, sono solo alcuni dei trail da enduro posti in questa zona, sentieri per una pratica avanzata che si sposano perfettamente con il profilo dei biker appassionati alle pendenze, all’avventura con biciclette a pedalata assistita  e i trail più tecnici. È l’area dedicata ai rider più tecnici e legati a una pratica vicina a quella delle Dolomiti, proprio di fronte a montagne che con esse condividono il “pallido” calcare. Una tappa che segna il passaggio dalla zona occidentale a quella orientale della Lunigiana, con un’estensione di circa 40 chilometri e 1.400 metri di dislivello, con le infinite variabili delle discese di Equi Terme, condizionate unicamente alla vostra autonomia. L’alternativa più escursionistica è una dolce pedalata nella vallata del Solco di Equi Terme, un tunnel naturale tra pareti marmoree che ha come destino, la prima fila in platea del teatro delle Alpi Apuane, con protagonista, il maestoso Pizzo d’Uccello e la sua scintillante parete.