Dopo l’evento di domenica dedicato alla memoria di Davide Rebellin, l’appuntamento è domani con un presidio davanti al Ministero dei Trasporti per dire basta alle morti in strada e su bici

La sicurezza stradale per gli utenti attivi della strada è da sempre una delle battaglie della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Le cronache quotidiane riferiscono che in Italia gli incidenti, anche mortali, rappresentano una emergenza non più rimandabile per le istituzioni. La FIAB continuerà, grazie al sostegno di soci e socie, nel costante lavoro di advocacy e rivolge un appello per aderire a due manifestazioni che si terranno nei prossimi giorni per dire basta ai morti in strada e basta ai morti in bici.

Domenica 11 dicembre, a Roma, si è svolta una manifestazione dal titolo “Siamo tutti Rebellin”, organizzata da ASD Ciclismo Lazio, Pedala per un sorriso e Largo Sole Team. Ha aderito anche il Coordinamento delle associazioni FIAB del Lazio per commemorare Davide Rebellin, ciclista scomparso pochi giorni fa, investito da un camion mentre si allenava in sella in provincia di Vicenza.

Sulle morti a causa di incidenti stradali si è espressa di recente l’ONU, attraverso il segretario generale Guterres che proprio in occasione della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada ha detto: “Ogni anno 1,3 milioni di persone perdono la vita in incidenti stradali e 50 milioni sono feriti. Si tratta della principale causa di morte per bambini e ragazzi“.

L’altro appuntamento che vi segnaliamo è in calendario martedì 13 dicembre. Quel giorno è previsto un presidio a Roma davanti al Ministero dei Trasporti. Con FIAB ci saranno tra gli altri Legambiente, Touring Club, Clean Cities, Ancma, Fondazione Michele Scarponi, Fondazione Luigi Guccione per mandare al governo un messaggio chiaro: la bicicletta non è uno scomodo intralcio alla circolazione, ma una parte della soluzione per avere città più vivibili e una mobilità veramente sostenibile. Le associazioni chiedono città a 30 km/h, più fondi per le ciclabili, la legge sulla distanza di sorpasso a 1,5 m., e politiche orientate alla Vision Zero che permettano di dare spazio e sicurezza alle persone prima che alle auto.