Toyota Tundra, offroad
Una Toyota Tundra allestita da Csa4x4 per l'offroad (Fonte Codigo4x4)

Con i giusti accessori, il “full size” del marchio giapponese si trasforma in un perfetto veicolo per affrontare dagli sterrati di casa nostra ai deserti africani. Ecco qualche idea su come allestirlo al meglio.

L’affidabilità non si può dire che le manchi. Sapevate che negli Stati Uniti la Toyota Tundra di Victor Sheppard è stata guidata fino a che il contamiglia è tornato a indicare lo zero? Prima però che ciò accadesse il proprietario ha avuto la brillante idea di informare la casa giapponese che non ha esitato a offrirgli (gratuitamente s’intende) un nuovo pick-up, sempre Tundra, in cambio del suo, da conservare come un cimelio. Un’automobile speciale quella di Mr. Sheppard? No, semplicemente nessun problema di meccanica e normale manutenzione anno dopo anno e senza saltare un tagliando, per ben 117 volte.

Arrivata sul mercato mondiale nel 2000 con la prima versione, la Toyota Tundra è presto diventata popolare fra gli appassionati di fuoristrada. Le grandi dimensioni, la meccanica robusta e le infinite possibilità di allestimento l’hanno resa uno dei modelli più interessanti su cui effettuare upgrade per trasformarla in un veicolo adatto alla pratica dell’offroad più impegnativo. Fra i preparatori che meglio conoscono questo modello c’è l’azienda spagnola CSA 4×4 (la sede è a Moralzarzal nei pressi di Madrid) che da anni vanta una grande esperienza proprio nella preparazione di questo pick-up griffato Toyota.

“Ogni Tundra che allestiamo in versione offroad ha un pacchetto base Csa4x4 a cui ovviamente si possono aggiungere svariate opzioni a proprio piacimento e in base al proprio budget – spiega Carlos Acosta, CEO dell’azienda – Si parte dal paraurti anteriore predisposto per l’alloggiamento del verricello, fari a LED per nebbia, winch anteriore da 12 mila libbre, pneumatici da 35” o anche da 37”, cerchi da 9×17 e kit freni rinforzati. Ma non solo: all’anteriore montiamo ammortizzatori Profender Espana da 2,5” e al posteriore doppi coilover sempre da 2,5”, barra stabilizzatrice rinforzata e sfere di compensazione del carico per stabilizzare l’altezza del veicolo”.

Si può scegliere poi di installare doppia batteria (una destinata all’avviamento e l’altra per gli accessori aggiuntivi), serbatoio supplementare dell’acqua da 60 litri con regolatore di temperatura e doccia integrata, frigorifero con congelatore, cassoni per stivaggio oggetti, compressore volumetrico ad aria, scarico a sezione maggiorata con catalizzatori in acciaio inossidabile, paraurti posteriore in acciaio con supporto interno per winch e alloggiamento per fendinebbia e indicatore di retromarcia.

“Fra gli ultimi Tundra che il nostro team tecnico ha preparato ce n’è uno del 2018 su cui siamo intervenuti con sospensioni Profender Espana a doppio ammortizzatore all’anteriore, regolabili in compressione e estensione, trapezi superiori in duralluminio e mozzi rinforzati mentre sull’assale posteriore abbiamo optato per una combinazione di doppio shock absorber con bypass da 2,5” e un altro coilover con doppia molla e balestre – conclude Acosta – Questo 4×4 dispone inoltre di pinze dei freni a 8 pistoncini su ogni pinza e dischi Rotora da 400 mm, cerchi KM 20″, pneumatici 37/12,5  R20, verricello anteriore. Il posteriore è stato infine rinforzato in modo da poter sostenere il peso della nuova cella alloggiata nel cassone posteriore. E poi ancora winch al posteriore da 12000 libbre e paraspruzzi posteriori CSA 4×4”.

Pronti a partire per nuove avventure?

Sito ufficiale http://www.csa4x4.es