World Dairy Forum
(Shutterstock.com)

Il magazzino di stagionatura Sant’Agata di Brazzale è considerato il miglior impianto d’innovazione sostenibile dal World Dairy Forum 2022

Con 12 ministri e oltre 3 mila delegati, il World Daily Forum è uno dei più importanti eventi del settore lattiero caseario, dove l’Italia non è passata certo inosservata, aggiudicandosi il primo premio per la miglior innovazione sostenibile di processo, ai Dairy Innovation Award. L’evento si è svolto a Nuova Delhi tra il 12 e il 15 settembre, dove una giuria internazionale di esperti ha scelto come vincitore il magazzino robotizzato Sant’Agata di Cogollo del Cengio, in provincia di Vicenza.

Il magazzino è riuscito ad avere la meglio sulla cinese Yili Group e sulla statunitense Leprino Foods Company. Roberto Brazzale, proprietario dell’azienda, si è detto soddisfatto. Dopo aver ringraziato la giuria e tutto lo staff dello stabilimento, ha voluto ricordare i nomi dei quattro storici collaboratori dell’impianto: Battista (Rosso), Angelo, Franco e Foscari. “L’intelligenza artificiale non esiste, esiste solo quella umana, che non smette di meravigliare” ha poi concluso.

La tecnologia sostenibile del magazzino di Sant’Agata

Il magazzino di Sant’Agata è destinato alla produzione e stagionatura del formaggio Gran Moravia. Inaugurato nell’estate del 2021, lo stabilimento si espande per circa 8mila mq ed è attualmente in fase di accrescimento. L’impianto, robotizzato, è dotato di tecniche di intelligenza artificiale che permette di semplificare le fasi di lavorazione dei prodotti, strizzando l’occhio alla sostenibilità.

Al suo interno, un sistema integrato di navette e robot antropomorfi è in grado di controllare lo stato di circa 200mila forme di Gran Moravia e di scovare in pochissimo tempo eventuali anomalie.

Un’altra importantissima innovazione è quella relativa allo spazio. Il magazzino è pensato in maniera tale da ridurre il volume di oltre il 50%, con un conseguente risparmio, sia energetico che di territorio. Gli spazi vuoti sono stati eliminati, evitando lo spreco di suolo e favorendo condizioni climatiche adatte ad una buona stagionatura delle forme. Anche il luogo in cui è ubicata la struttura non è stato scelto casualmente: si tratta di un fabbricato industriale abbandonato, recuperato e rimesso in funzione. La struttura funziona in maniera ottimale grazie ai pannelli fotovoltaici, in grado di portare il magazzino all’autosufficienza.