La nuova frontiera del rinnovabile: il solare termodinamico. Il nuovo impianto SolarReserve ne è un esempio lampante

Il solare termodinamico costituisce la nuova frontiera del rinnovabile e l’impianto SolarReserve, nel deserto del Nevada, ne è un esempio.

L’impianto

Nell’impianto, migliaia di specchi fotovoltaici riflettono la luce del sole contro una torre centrale alta 200 metri, che conserva dentro di sé temperature che arrivano anche ai 600 gradi. E’ proprio questo vasto calore a essere mantenuto e in seguito convertito in energia elettrica grazie anche a dei materiali detti “vettori termici”. Con questo modo è possibile avere un rendimento di 24h su 24. “Il punto non è tanto far conoscere al pubblico le virtù del solare a concentrazione – afferma Smith – quanto far passare il messaggio secondo cui, in termini di efficienza, tra pannelli solari e impianti termici non c’è confronto. Chi crede troppo nel potenziale delle batterie sarà costretto a ricredersi. Del resto, si può immagazzinare più energia con CrescentDunes che mettendo insieme tutte le batterie al momento disponibili sul mercato” commenta Kevin Smith, CEO di SolarReserve.
Il lato negativo di tutto questo? Gli alti costi di mantenimento dell’impianto. Per poterli diminuire, si punta a costruire impianti molto grandi.