nomadismo digitale
Nomadismo digitale e smart working: è davvero per tutti? (Shutterstock)

Il lavoro nomade o più semplicemente lo smart working, ampiamente utilizzato nell’ultimo anno, ha dato modo ai lavoratori di riflettere se la nuova modalità di lavoro da remoto sia un vantaggio o meno: ma è per tutti questo stile di vita o è riservato a pochi eletti?

Un dato molto curioso, emerso soprattutto nell’ultimo anno a causa della pandemia, è che molti lavoratori stanno valutando se rientrare in azienda piuttosto che svolgere il proprio lavoro da remoto: ma il nomadismo digitale è per tutti?

Iniziamo con il sottolineare che un nomade digitale è un freelance, un imprenditore o uno smart worker che ha deciso di realizzarsi attraverso uno stile di vita all’insegna dei viaggi, degli orari flessibili e dalla libertà derivante dal non avere un posto fisico e un orario di lavoro imposto da un’azienda. Inizialmente i remote workers erano tacciati come rivoluzionari e ribelli, una frangia di lavoratori che non accettava il classico modello di lavoro. Dal 2019, invece, molti dipendenti hanno avuto modo di sperimentare in maniera forzosa questo stile di vita, a causa della pandemia e molti hanno rivalutato i propri pareri sull’argomento.

Se per molti lavorare da casa si è rivelato particolarmente stressante sul piano psicologico, per altri la nuova equazione si è rivelata particolarmente stimolante: un caso di studio interessante è quello dei dipendenti Apple che hanno inviato una lettera al CEO Tim Cook per chiedere un’estensione sistematica dello smart working. Eppure, ci sono dei contro da tenere in considerazione se si vuole diventare un nomade digitale. Partiamo con il dire che il nomadismo digitale va a braccetto con la sostenibilità ambientale, riducendo i molti fattori inquinanti legati al mondo del lavoro classico.

Tuttavia, i maggiori contro derivano inizialmente dalla propria propensione personale a sposarsi stabilmente in un luogo diverso da quello in cui si è lavorato tanti anni, soprattutto perché un vero nomade digitale decide di spostarsi all’estero nella quasi totalità dei casi. Va tenuto in considerazione anche che la linea Internet può essere difficile da reperire in un paese straniero e a volte, se si trova una wi-fi libera, questa non può essere sufficientemente performante per garantire eventuali call con colleghi in Italia.

Va da se che questa modalità di lavoro nella sua forma più pura non sia sostenibile nel lungo periodo per tutti, ma quantomeno c’è da augurarsi che dopo questo periodo molti lavoratori considerino sotto una nuova luce la necessità di ritagliarsi momenti di libertà anche nella propria attività lavorativa.