Nomads Giving Back
Nomads Giving Back (Shutterstock)

Nomads Giving Back è un progetto per nomadi digitali che vogliono avere un impatto sul mondo: l’idea è di Tarek Kholoussy, che ha definito le proposte di valore per le città che ospitano i lavoratori quando sono nelle comunità locali

Ogni nomade digitale che si rispetti ha scelto uno stile di vita in smart working e in costante movimento intorno al globo. Non è un caso che molti lavoratori del digitale, che fanno sosta in un luogo piuttosto che in un altro, si siano chiesti come poter essere d’aiuto per le comunità locali portando valore attraverso la propria presenza. A questa domanda ha risposto Tarek Kholoussy attraverso il suo progetto Nomads Giving Back.

La proposta di valore di Tarek è relativamente semplice: informiamo, ispiriamo e ti diamo la possibilità di restituire qualcosa alle comunità locali che chiami ‘casa’ quando sei lontano da casa. Nei suoi viaggi, il fondatore di questo progetto ha intravisto un vero e proprio gap nella comunità di nomadi digitali che incontrava, che non trovavano il modo di restituire in egual misura l’accoglienza che la popolazione locale gli stava accordando. Come dice lo stesso Tarek, non c’è una leadership precisa nell’iniziativa, ma ognuno mette a disposizione la propria capacità e competenza.

Un passaggio importante è stato quello di relazionarsi con la comunità attraverso degli eventi, per poi mettersi in contatto con le associazioni no-profit del posto e definire la strategia di intervento, con la possibilità di trasmetterla ai viaggiatori che sarebbero venuti dopo. Attualmente, ogni nomade digitale può visitare il sito Nomads Giving Back e scaricare le guide locali, per visionare le iniziative e prendersi cura del posto in cui si soggiorna: in questo momento, ci sono a disposizione una Guida Globale, una per Madeira, una per Buenos Aires e una per il posto principe di ogni nomade digitale, Bali.