ecovillaggio
Ecovillaggio (Shutterstock)

Il cohousing e gli ecovillaggi sono soluzioni abitative alternative, meta preferita dai nomadi digitali in viaggio. Alla scoperta dei villaggi dove si incontrano i lavoratori freelance

Un ecovillaggio (fonte Wikipedia) è un tipo di comunità basata esplicitamente sulla sostenibilità ambientale. I principi di questo tipo di comunità, secondo l’ecologo ed agronomo australiano David Holmgren (che ne è uno dei maggiori teorici), sono i seguenti: 

  1. adesione volontaria dei partecipanti e condivisione dei principi fondanti; 
  2. nuclei abitativi progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale; 
  3. uso di energie rinnovabili; 
  4. autosufficienza alimentare basata su permacultura o altre forme di agricoltura biologica.

Il cohusing, invece, è una struttura abitativa condivisa composta da abitazioni private e da ampi spazi destinati all’uso comune e alla condivisione tra i coabitanti. I servizi comuni variano da struttura a struttura, ma in comune ci sono generalmente la cucina, il laboratorio fai da te, gli spazi da gioco per i bambini, gli Internet cafè e sono gestiti tra tutti collettivamente.

Queste due mete sono particolarmente ambite tra i nomadi digitali perché permettono innanzitutto di avere un minor impatto sull’ambiente, in quanto tutte le strutture rispettano determinate norme e chi vi arriva deve rispettare il luogo in cui soggiorna. Ma non solo: sono degli spazi dove cultura, viaggi, esperienze si incontrano, permettendo uno scambio globale di informazioni fra viaggiatori di diverse parti del mondo. Strutture del genere si trovano in ogni parte del mondo, in particolare a Bali, in Jamaica, in Messico, Canada e Australia.