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Il convegno “Il big-bang della frutticoltura” ha messo in luce le attuali criticità legate al settore, in particolare dovute ai cambiamenti climatici in corso

Il 2021 è stato dichiarato dalla FAO “Anno internazionale della frutta  e della verdura” e per celebrarlo viene scelta la città di Massa Lombarda (Emilia-Romagna) dove, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, un vero e proprio BigBang economico, sociale, perfino culturale, cambiò il volto della Romagna, espandendosi poi subito ad altri territori italiani in cui si pratica la frutticoltura. Non tutti sanno che va all’Italia il merito di aver insegnato al mondo a fare frutticoltura intensiva.

Il big-bang della frutticoltura, dalla storia al futuro

Fino al periodo dell’industrializzazione, i prodotti coltivati erano principalmente destinati alla sussistenza. La frutticoltura industriale, come sistema economico, si è sviluppato all’inizio del XX secolo e la specie “modello” da cui si è partiti è il pesco. Specie arrivata in Europa dalla Cina, attraverso la Via della Seta all’inizio del ‘900, il pesco è caratterizzato da un patrimonio genetico utile per gli studiosi e interessante dal punto di vista culturale.

È stato proprio il contesto storico e contemporaneo del settore frutticolo il tema principale del convegno che si è svolto lo scorso 18 settembre, a Massa Lombarda dal titolo “Il big-bang della frutticoltura, dalla storia al futuro” il cui intento è stato anche quello di far luce sulle attuali criticità legate al settore, in particolare dovute ai cambiamenti climatici in corso.

L’innovazione tecnologica nella frutticoltura

I docenti dei Dipartimenti di Scienze Agrarie e Ambientali delle Università Statale di Milano e di Bologna affiancano l’Associazione Amici del Pesco, il Comune di Massa Lombarda e la Regione Emilia-Romagna esponendo i loro studi in ambito di ricerca scientifica e innovazione tecnologica, aspetti quanto mai necessari per affrontare le sfide del futuro.

Il convegno è coinciso con l’inaugurazione, già prevista da tempo ma rimandata per via dell’emergenza sanitaria, del Centro internazionale per l’innovazione delle filiere frutticole (CIIFF), promosso da studiosi, imprenditori, organizzazioni di produttori e con l’ambizione di diventare incubatore di idee atte a favorire l’innovazione e la valorizzazione della frutticoltura. Il Centro si propone di fungere innanzitutto da collettore delle richieste e delle problematiche delle filiere produttive, per offrire strumenti di riflessione e di confronto, in grado di favorire un concreto e prospettico rilancio del settore frutticolo, avviandosi a diventare una vera  e propria ‘Casa della Frutticoltura’.

Ambiente e peschicoltura

Contestualmente allo sviluppo del CIIFF, da oltre un anno è in atto l’elaborazione di un progetto per la costruzione di uno spazio fisico che racconti la storia, il presente e il futuro della frutticoltura, utilizzando come paradigma il pesco (Settore Espositivo del CIIFF – iSTONE-HUB, https://istonehub.org/). In questo luogo si terrà conto degli aspetti che ruotano attorno alla peschicoltura, da quelli botanici e culturali, a quelli che riguardano l’agricoltura (varietà e miglioramento genetico, sistemi di impianto, frutticoltura di precisione, ecc.) e l’ambiente (in termini di sostenibilità e resilienza dei sistemi produttivi), nonché il mercato e la valorizzazione del prodotto.