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Freelance (Shutterstock)

Chi sono i freelance e quali sono i vantaggi e svantaggi in Italia. I lavoratori freelance sono tutti nomadi digitali? La risposta

Il freelance è un tipo di lavoratore indipendente che offre le sue prestazioni a società, organizzazioni e privati. Le aziende ricorrono sempre più spesso a questo tipo di lavoratori, soprattutto quando hanno necessità di determinate competenze in un lasso di tempo molto ridotto. Anche i privati si affidano ai freelance per determinati lavori, a cui le aziende possono far fronte spesso con un maggior costo e in maniera meno personalizzata. In Italia, anche grazie alla tassazione, ci sono circa 5 milioni di lavoratori autonomi (dato Eurostat risalente al 2018), primi in Europa.

I vantaggi del lavoro autonomo sono senza dubbio molti: nessun orario o sede di lavoro prestabilito, minori spese quotidiane, ferie autogestite e guadagni potenzialmente scalabili. Di contro, un freelance può avere difficoltà a staccare la spina, non c’è un salario minimo garantito e per iniziare spesso serve un investimento iniziale. Da qui, la domanda è d’obbligo: i freelance sono tutti nomadi digitali?

Non è una domanda a cui si può rispondere con un sì o con un no. Indubbiamente, i nomadi digitali sono molto spesso freelance e lavorano con aziende che non richiedono la presenza fisica del lavoratore ad intervalli regolari, potendo così gestire da qualsiasi parte del mondo l’eventuale commessa. Discorso diverso per i freelance che decidono si di lavorare autonomamente, ma con delle aziende a cui presentare lavori nel proprio territorio o sede lavorativa. Ci sono anche lavoratori autonomi che vendono la propria manodopera e quindi necessariamente devono avere un’azienda di riferimento. Le statistiche però evidenziano che, complice anche la pandemia, molti freelance stanno scegliendo di lavorare stabilmente in smart working e avere solo contatti telematici con le aziende di riferimento.