Farm66
(Forbes)

Con l’obiettivo di portare la coltivazione dove prima era impossibile praticarla, Farm66 sta sviluppando un’agricoltura tutta nuova

Quando pensiamo ad una metropoli come Hong Kong, ci viene subito in mente l’enorme numero di persone che vi abitano, i grattacieli e il traffico, non certo l’agricoltura. Questa idea non si discosta molto dalla realtà, visto che la città asiatica, che conta circa 7,4 milioni di abitanti, ha ben poco a che fare con il mondo della coltivazione. Essa dipende quasi per intero dai rifornimenti esterni, soprattuto per quanto riguarda i prodotti freschi. Ora però le cose stanno per cambiare grazie a Gordon Tam, co-fondatore e CEO di Farm66, azienda di agricoltura verticale che produce verdure a foglia, erbe e frutta.

Attraverso la sua impresa, Tam ha l’obiettivo di riportare l’agricoltura in città, attraverso un metodo altamente innovativo, che ovviamente non prevede l’utilizzo di campi da arare, ma di luci a LED. Il funzionamento di questo sistema è molto curioso: essa sfrutta i diversi colori dello spettro luminoso per aiutare le piante a crescere. In questo modo, ogni colore permette ai vegetali di svilupparsi in maniera diversa; ad esempio la luce rossa aiuta gli steli a crescere in maniera più rapida, mentre quella blu permette alle foglie di diventare più grandi. Farm66 utilizza inoltre la tecnologia dell’acquaponica, ossia quel tipo di coltivazione che prevede l’utilizzo di animali acquatici i cui scarti vanno a fertilizzare le piante. Il tutto è controllato attraverso sensori e robot loT, che permettono di monitorarne lo stato, dalla semina fino alla raccolta.

In un’intervista per Forbes, Tam ha dichiarato di essere in grado, attraverso Farm66, di rendere la città autonoma dalle importazioni. L’uomo è ottimista sul futuro dell’azienda e dell’agricoltura in generale, perché convinto che, attraverso la tecnologia, i giovani saranno spinti di nuovo verso il mondo agricolo.