Se l’era dei social sembra attraversare una grande tempesta, si confermano invece veicoli “sicuri” per fare pubblicità: il cinema, la radio e i giornali online

Sembra che stia per chiudersi un’era. Quella dei social media, in particolare, come rivela in un articolo dello scorso 7 novembre il Corriere della Sera, la storia di Facebook e di Twitter. Dopo la crescita esponenziale di questi canali, la pandemia ha rafforzato il settore digitale, per poi, una volta superata, causare una caduta libera di Meta

Twitter nei giorni scorsi ha già avviato i primi licenziamenti, adesso ne sono stati annunciati migliaia da Meta. La notizia è trapelata al Wall Street Journal da fonti certe: prossimamente la società che controlla Facebook comunicherà uno dei più grandi licenziamenti di massa del settore da quando sta vivendo una forte crisi economica. 

Meta: 27mila assunzioni tra il 2020 e 2021, 15.344 nel 2022

Solo alla fine di settembre lavoravano per Meta più di 87mila persone, anche se lo stesso Zuckerberg aveva già preannunciato che “realisticamente, in azienda lavorano molte persone che non dovrebbero essere qui”. Quindi, un taglio al personale che era nell’aria da mesi. Del resto, durante la pandemia, Meta aveva proceduto a tantissime assunzioni: più di 27mila tra il 2020 e 2021, 15.344 solo nei primi nove mesi del 2022. Numeri maestosi. Intanto, però le azioni della società scendevano, solo quest’anno il 70% in meno. Sicuramente ha inciso la crescita di TikTok, la crisi economica e il calo degli investitori. Il colpo di grazia, infine, sembra essere stato infierito dalla decisione di Apple di chiedere a ciascun utente il consenso al tracciamento dei dispositivi. Richiesta che ha ridotto la capacità dei social media di indirizzare gli annunci pubblicitari.

Il ritorno ai media “sicuri”: cinema, radio e informazione online

Se l’era dei social sembra attraversare una grande tempesta, si confermano ancora una volta come veicoli “sicuri” per fare pubblicità: il cinema, la radio e i giornali online. Canali di comunicazione intramontabili, che nonostante la crisi sanitaria degli ultimi anni, confermano la fedeltà nei risultati promozionali ai loro utenti. Anzi, è l’utente stesso a preferirli rispetto agli altri strumenti. Un ritorno alle origini, si potrebbe dire.