coach online
coach online (Shutterstock)

La professione del coach può essere un’ottima opportunità per i nomadi digitali: ecco chi sono i coach e quali sono le opportunità nel digitale

Come si fa a diventare coach, lavorando come nomade digitale? Il ruolo del coach ha molte sfaccettature: si può essere insegnanti di una lingua straniera, coach motivazionali e magari anche personal trainer.

Con la complicità della pandemia, molte professioni hanno trovato un nuovo approccio per garantire l’erogazione di corsi e insegnamenti, tanto da diventare un vero e proprio business sostenibile nel tempo. Costi ridotti al minimo, zero emissioni per gli spostamenti in auto e possibilità di raggiungere un pubblico molto ampio: sono questi alcuni dei numerosi vantaggi di essere un coach online.

Il coaching è nato inizialmente negli Stati Uniti nelle discipline sportive, e durante gli anni ‘80 ha cominciato a svilupparsi anche in ambito aziendale.

È una tecnica che si basa sull’ascolto profondo, sul rispetto e sull’interesse verso il cliente, sull’uso di domande pertinenti e sull’orientamento all’azione. Queste linee di base si possono applicare a più ambiti ed è per questo che il coaching si sta diffondendo a macchia d’olio e lo si ritrova in contesti sempre più numerosi e variegati.

Oggi esiste il Life Coach (cioè il coach “generico”, che può applicare la tecnica a tutte le situazioni della vita), l’Executive Coach, il Business Coach, il Coach Interculturale, il Coach di Carriera, il Coach Spirituale, il Coach per la Famiglia e per gli Adolescenti, e persino il Coach dell’Amore.

Questa è l’analisi di Claudia Landini, che ha pubblicato un articolo su Nomadi Digitali Italiani analizzando proprio il fenomeno del coach. Landini prosegue: ” Per essere un buon coach è importante avere dei talenti e delle inclinazioni naturali che verranno messe a frutto con l’apprendimento rigoroso della tecnica del coaching. Queste includono un genuino interesse verso l’essere umano, la capacità di provare una forte empatia, di comunicare onestamente, di trasmettere calore e partecipazione.

Prepararsi per diventare coach inoltre non è una passeggiata, anche se molte istituzioni interessate a vendere rapidamente corsi di formazione in quest’ambito possono dare questa impressione.

I corsi riconosciuti dall’International Coach Federation, che attualmente è il solo organo a cui si fa riferimento per l’etica e la strutturazione della professione, sono molto cari.

Una buona formazione prevede inoltre una grande quantità di ore di pratica (sia come coach che come coachee), oltre a un percorso personale che va condotto fino in fondo per poter provare sulla propria pelle quelli che sono i benefici del coaching.”