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È il Portogallo la destinazione ideale di questa estate: Alentejo

Praia da Nossa, Zambujeira do Mar (Shutterstock.com)

Grazie alle sue splendide spiagge è stato eletto meta balneare perfetta anche in termini di sostenibilità

La destinazione ideale per l’estate 2022 è il Portogallo, una nazione che vanta una bellissima costa, che si estende per ben 1.700 km, dove è impossibile non trovare la spiaggia idilliaca per ogni tipo di turista. La costa che si affaccia sull’Atlantico è quella frequentata dai surfisti, ma vi sono spiagge eccellenti anche per chi vuole semplicemente rilassarsi, anche nei dintorni di Lisbona, Porto e non solo. Secondo “SiViaggia.it”, le spiagge più belle del Portogallo sono: le scogliere rocciose dell’Algarve, che è anche la zona più popolare per il turismo balneare, le spiagge dell’Alentejo e le isole Azzorre e Madeira.

Le spiagge dell’Alentejo

L’Alentejo vanta coste decisamente meno frastagliate, ed è qui che si trovano bellissime spiagge dorate che spesso si stendono per lunghezza a perdita d’occhio. Davvero deliziosa è Praia da Zambujeira do Mar, una lingua di sabbia lambita da onde spumeggianti che rappresentano un paradiso per i surfisti. Poco più a nord, Praia do Almograve è un’oasi di dune color oro cinta alle spalle da una natura selvaggia. Un paesaggio davvero unico è quello della Riserva naturale dei laghi di Santo André, una delle più grandi aree lagunari del Paese. Le sue spiagge incontaminate offrono la possibilità di godere di uno scenario incantevole e solitamente molto tranquillo.

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Grotta di Benagil, Portogallo (Shutterstock.com)

Grazie alle sue splendide spiagge è stato eletto meta balneare perfetta anche in termini di sostenibilità

La destinazione ideale per l’estate 2022 è il Portogallo, una nazione che vanta una bellissima costa, che si estende per ben 1.700 km, dove è impossibile non trovare la spiaggia idilliaca per ogni tipo di turista. La costa che si affaccia sull’Atlantico è quella frequentata dai surfisti, ma vi sono spiagge eccellenti anche per chi vuole semplicemente rilassarsi, anche nei dintorni di Lisbona, Porto e non solo. Secondo “SiViaggia.it”, le spiagge più belle del Portogallo sono: le scogliere rocciose dell’Algarve, che è anche la zona più popolare per il turismo balneare, le spiagge dell’Alentejo e le isole Azzorre e Madeira.

Le scogliere rocciose dell’Algarve

La piccola regione dell’Algarve è poco più di una fascia che occupa il sud del Portogallo, ma racchiude meraviglie incredibili. Le sue scogliere a picco sul mare l’hanno resa famosa in tutto il mondo, custodendo incantevoli gioielli tra minuscole baie silenziose e grotte dal fascino straordinario. E, sebbene la costa si affacci sull’oceano Atlantico, vanta un clima tipicamente mediterraneo nonché angolini tranquilli perfetti per le famiglie. Tra le tante spiagge da scegliere per trascorrere una vacanza, “SiViaggia.it” consiglia Praia da Marinha, dove ammirare un vero spettacolo della natura. Maestosi faraglioni spuntano dalle acque cristalline, mentre giganteschi scogli dal caratteristico colore rossastro si tuffano a precipizio nel mare.

A pochissima distanza si trova la Grotta di Benagil, un capolavoro monumentale: si tratta di un vasto antro lambito dall’oceano, con un suggestivo foro sulla volta tondeggiante che fa entrare i raggi del sole regalando un bellissimo gioco di luci e ombre. Spostandosi verso Lagos, un grazioso centro di villeggiatura votato al turismo balneare, è possibile godere di un panorama mozzafiato. C’è poi Praia do Camilo con i suoi colori incantevoli: l’azzurro del mare si mescola con il rosso delle scogliere, dando vita ad un verde smeraldo che lambisce la distesa di sabbia dorata. Per raggiungere la spiaggia, c’è una bellissima scalinata in mezzo alla natura.

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I vantaggi di acquistare prodotti sfusi

acquistare prodotti sfusi
(Aleksei Potov/Shutterstock.com)

Acquistare prodotti sfusi è un metodo efficace per una vita più sostenibile. Vediamo quali sono i suoi vantaggi

È abitudine consolidata, quella di acquistare prodotti ben sigillati. Se si osservano però gli imballaggi utilizzati per confezionare le merci che troviamo nei supermercati, ci si rende conto che qualcosa non va. Nonostante le molteplici campagne di sensibilizzazione contro lo spreco e la dannosità della plastica, essa riveste i prodotti in maniera discutibile: spesso infatti la quantità utilizzata supera di molto quella necessaria. Ecco dunque che ci ritroviamo ad acquistare pacchetti di patatine per metà vuoti o pieni d’aria o dolci imballati con due o tre strati di plastica, totalmente inutile. È chiaro che tutto questo è un problema.

Una soluzione però c’è e, negli ultimi tempi, sembra aver preso sempre più piede: l’acquisto di merce sfusa. In questo modo il consumatore ha la possibilità di acquistare la quantità di merce che desidera, direttamente da un proprio contenitore riutilizzabile, da riempire a proprio piacimento.

I prodotti acquistabili in questa maniera sono diversi:

  • Alimenti: soprattutto pasta, riso, farina, cereali, zucchero, sale, spezie, frutta secca, snack, caffè e tisane.
  • Detersivi: da quelli per il bucato a quelli per i piatti. È inoltre possibile acquistare separatamente le componenti, per poi miscelarle ed ottenere il prodotto che ci serve.
  • Prodotti per la cosmesi: articoli come bagnoschiuma, shampoo, trucchi e saponi.
  • Oggetti di uso personale e per la casa: come spugne, stoviglie, piatti.
  • Prodotti per animali: come alimenti per i nostri amici a quattro zampe.

I vantaggi di acquistare merci sfuse

  • Ridurre gli imballaggi: comprando prodotti sfusi avremo una consistente riduzione delle confezioni, soprattutto di plastica e cartone, spesso inutili, che però siamo costretti a pagare all’acquisto del prodotto.
  • Possibilità di acquistare solo ciò che serve, senza dover necessariamente sottostare alle regole che impongono una specifica quantità di prodotto in ciascuna confezione. Il consumatore tenderà infatti a comprare solo la quantità necessaria, senza eccedere.
  • Contrastare lo spreco alimentare. Con la possibilità di acquistare solo ciò che serve al fabbisogno personale di ognuno, non vi saranno inutili eccedenze che, accumulate in dispensa, rischiano di essere dimenticate.
  • Risparmiare: acquistando prodotti già imballati siamo costretti a pagare anche il materiale di imballaggio. Comprando prodotti sfusi invece, potremmo acquistare il contenitore solo una volta e poi riutilizzarlo anche in futuro.

I negozi che permettono di acquistare prodotti sfusi non sono ancora molto diffusi. Esistono però siti per verificare se nella propria città ne esistono, uno di questi è Sfusitalia.it, un ottimo sito per verificare se, dalle nostre parti, questo risparmio è possibile.

È il Portogallo la destinazione ideale di questa estate

Camilo Beach, Portogallo (Shutterstock.com)

Grazie alle sue splendide spiagge è stato eletto meta balneare perfetta anche in termini di sostenibilità

La destinazione ideale per l’estate 2022 è il Portogallo. Grazie alle sue splendide località balneari caratterizzate da spiagge da favola, molto diverse tra di loro, è stato eletto meta perfetta – anche in termini di sostenibilità – per trascorrere le vacanze estive. Con le sue coste rocciose e le distese di sabbia dorata, dove si alternano calette nascoste o spiagge lambite dalle onde, ideali per gli sport d’acqua, il Portogallo conquista a pieno titolo questo podio, offrendo ai suoi visitatori incantevoli villaggi affacciati sull’oceano, dove trascorrere una vacanza indimenticabile.

Il Portogallo è una nazione che vanta una bellissima costa, che si estende per ben 1.700 km, dove è impossibile non trovare la spiaggia idilliaca per ogni tipo di turista. La costa che si affaccia sull’Atlantico è quella frequentata dai surfisti, ma vi sono spiagge eccellenti anche per chi vuole semplicemente rilassarsi, anche nei dintorni di Lisbona, Porto e non solo. Secondo “SiViaggia.it”, le spiagge più belle del Portogallo sono: le scogliere rocciose dell’Algarve, che è anche la zona più popolare per il turismo balneare, le spiagge dell’Alentejo e le isole Azzorre e Madeira.

Ciclovia del Santerno, a luglio l’inaugurazione

Il 10 luglio si inaugura la Ciclovia del Santerno, 44 km attraverso Mordano, Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio

L’evento istituzionale si terrà alle 16.00 all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari: ai saluti istituzionali seguirà la presentazione del Percorso della Ciclovia e il suo ruolo di infrastruttura strategica di promozione di un turismo lento, in sinergia con il Parco della Vena del Gesso e la rete ciclabile metropolitana e la rete ferroviaria. La Ciclopista del Santerno, inserita nel sistema più ampio della Bicipolitana della Città Metropolitana di Bologna, si sviluppa per 44 Km lungo la Vallata del Santerno da Mordano a Castel del Rio, passando per Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice, attraversando il Parco della Vena dei Gessi, candidato a diventare sito Patrimonio Unesco.

La progettazione è stata commissionata dal Nuovo Circondario Imolese e coordinata da AREA BLU spa, in particolare Area Blu ha curato l’acquisizione delle aree, i rapporti con i privati e gli Enti. La realizzazione della ciclovia di circa 45 km dei quali 30 in sede propria, ha richiesto 3 anni tra progettazione definitiva ed esecutiva e ottenimento delle autorizzazioni e un anno e mezzo di lavori.

Si tratta di un itinerario di alto valore ambientale – paesaggistico, in quanto si attraversano ambiti fluviali con boschi ripariali, opere idrauliche di interesse storico come i Canali dei Mulini, formazioni geologiche come la Vena del Gesso e zone agricole di pregio con coltivazioni a frutteto specializzato. Il tracciato mette inoltre in connessione parchi fluviali e aree di interesse ricreativo – sportivo come il parco delle Acque Minerali di Imola, il parco fluviale di Borgo Tossignano e Fontanelice e il ponte degli Alidosi a Castel del Rio. 

Roma, per la CNN i monopattini sono pericolosi

Un articolo della CNN descrive i monopattini come mezzi che “bloccano i marciapiedi, innervosiscono i conducenti e uccidono”

Roma “invasa dai monopattini”, che rischiano di diventare una “trappola”. Sono più di 14.000 i mezzi in sharing attivi nella Capitale, “bloccano i marciapiedi, innervosiscono i conducenti e uccidono. Lo scrive la Cnn in una rubrica di viaggi sul suo sito, lamentando la proliferazione senza regole dei mezzi di mobilità dolce in sharing. Nell’articolo si cita che da quando i monopattini a noleggio sono stati introdotti quattro persone sono rimaste uccise mentre li guidavano. Mentre i pronto soccorso trattano almeno un grave infortunio legato ai mezzi elettrici ogni tre giorni.

Il Comune di Roma ha concesso licenze a sette società incaricate di sostituire le batterie, effettuare riparazioni, spostare scooter in aree ad alto traffico e pescarli fuori dal fiume Tevere della città. L’assessore capitolino ai Trasporti, Eugenio Patanè, spiega alla Cnn che, che a partire dal 1 gennaio 2023, il Campidoglio rinnoverà il permesso per soli 9.000 mezzi in sharing e ridurrà a tre il numero di aziende autorizzate ad affittarli. 

Pesticidi chimici dimezzati entro il 2030

(TTStudio/Shutterstock.com)

L’Unione europea sta iniziando a muoversi in favore della sostenibilità ambientale. Tra le proposte, il dimezzamento dei pesticidi chimici

Finalmente la Commissione europea ha deciso di fare qualcosa di concreto per combattere i problemi ambientali e climatici, ormai sulla bocca di tutti. Si tratta del Pacchetto Protezione della Natura, ossia una serie di iniziative legislative, in favore della sostenibilità ambientale e biodiversità. Tra le idee proposte ne spicca una: i pesticidi chimici verranno dimezzati entro il 2030.

L’obiettivo è quello di diminuire del 50% l’utilizzo di queste sostanze nocive, sostituendole con metodi alternativi che prevedono, ad esempio, pratiche di rotazione delle culture. I pesticidi verranno inoltre vietati totalmente in aree in prossimità di scuole, parchi e ospedali. Ogni Stato membro, che potrà utilizzare i fondi europei per sostenere questa transizione, sarà tenuto periodicamente a presentare una relazione che mostri i progressi ottenuti.

Il ripristino della biodiversità

Oltre alla questione dei pesticidi chimici dimezzati, il piano si espone anche in materia di biodiversità. La Commissione ha stabilito infatti che ogni Paese avrà il dovere di ripristinare il 20% dei propri ecosistemi danneggiati, sempre entro il 2030.

Questa proposta potrebbe portare enormi risvolti positivi:

  • Fermare la perdita di aree verdi nei contesti urbani. Stabilendone poi una crescita del 3% entro il 2040 e del 5% entro il 2050.
  • Permettere il rimboscamento delle foreste, ristabilendo, di conseguenza, anche la fauna locale.
  • Frenare ed invertire la tendenza che sta portando alla scomparsa degli insetti impollinatori, come api e farfalle, fondamentali per la nostra Terra.
  • Salvaguardare gli ecosistemi marini e quelli fluviali, ripristinando più di 20.000 km di corsi d’acqua europei, rimuovendo parte degli sbarramenti.

Come spesso accade, alcuni eurodeputati si sono detti contrari al piano. Questi hanno giustificato la loro opposizione sulla base della situazione che l’Europa sta attraversando, la necessità di reperire risorse e far fronte alle problematiche, generatesi dalla situazione in Ucraina. Tutto ciò non permetterebbe, secondo loro, l’entrata in vigore delle nuove norme.

Mobilità, dal Ministero un cambiamento radicale

Bonus Mobilità

Da Fiab il plauso al Ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini per le nuove misure sulla sostenibilità

In due recenti occasioni il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha espresso concetti e fatto osservazioni che, fino a qualche anno fa, era impensabile poter ascoltare dalla voce titolare del dicastero che si occupava, già nel nome, genericamente di infrastrutture e trasporti, privilegiando gli spostamenti motorizzati e le infrastrutture connesse. Lo stesso Giovannini, intervenuto nell’evento di apertura di Mobilitars, a Reggio Emilia, ha sottolineato che già il cambio di nome del suo dicastero, prima denominato Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, abbia segnato un cambiamento radicale anche nel modo di approcciare le tematiche legate alle diverse forme di mobilità da parte della struttura interna, non senza alcune discussioni.

Il nuovo corso del Ministero è stato messo nero su bianco sul rapporto sul concetto di mobilità locale sostenibile, adottando il cosiddetto approccio MAAS (Mobility As A Service), che vede la Mobilità come servizio comprendendo tutte le sue forme. Anche i decreti ministeriali sulla figura del Mobility Manager – nata per far cambiare, nei tragitti casa lavoro e casa scuola, modalità di trasporto in favore del trasporto collettivo, dell’uso della bicicletta, del trasporto pubblico locale, limitando il più possibile il ricorso all’automobile privata – hanno visto il MIMS in prima linea assieme al Ministero della Transizione Ecologica, non senza qualche difficoltà, per la riorganizzazione di un ruolo, all’interno di amministrazioni pubbliche e strutture private, fondamentale per una nuova cultura della mobilità.

Sono stati diversi negli ultimi mesi i provvedimenti per incentivare la mobilità alternativa a quella automobilistica, per quanto sempre troppo sbilanciati, al ribasso, in confronto a quanto stanziato per la sostituzione del parco auto circolante, ma sempre dal Ministro, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, arriva un endorsement verso l’uso della bicicletta. “La bicicletta – ha affermato Giovannini – non è solo un mezzo di trasporto o di svago, ma un elemento centrale nella nuova mobilità urbana“. Un’affermazione che trova FIAB d’accordo, ma che assume la forza di un riconoscimento di un ruolo non ancora scontato, anche in ambienti ministeriali.

MobilitAria 2022: boom del monopattino

A causa delle regole anticovid e grazie alle azioni delle amministrazioni è cresciuta la ciclabilità e c’è stato un vero e proprio boom del monopattino in sharing

Il 2021 è stato un anno ancora contrassegnato dalla pandemia, con una diminuzione degli spostamenti e obblighi di distanziamento del trasporto pubblico. Il risultato è che a causa delle regole anticovid e grazie alle azioni delle amministrazioni è cresciuta la ciclabilità, c’è stato un vero e proprio boom del monopattino in sharing, mentre è proseguita la crisi del trasporto collettivo. L’auto resta una protagonista, anche se in diverse città non è tornata a livelli precovid per lo smart working, proseguito lungo tutto il 2021. Sono questi i principali temi del Rapporto “MobilitAria 2022”, realizzato da Kyoto Club e dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia), in collaborazione con ISFORT, nell’ambito della campagna europea Clean Cities, che analizza i dati della mobilità e della qualità dell’aria al 2021 nelle 14 città metropolitane italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia.

Lo studio analizza i provvedimenti intrapresi dalle amministrazioni comunali delle 14 città metropolitane italiane nel 2021. Per i PUMS, vengono analizzati quelli approvati, adottati, in corso di elaborazione, delle 14 Città Metropolitane, studiando i contenuti e le strategie. In due casi Bologna e Genova – essendo approvati oramai da oltre due anni – ne viene analizzata l’attuazione su alcuni rilevanti progetti programmati. In un caso non risulta alcuna attività avviata e quindi ci siamo riferiti al PUMS comunale (Palermo), mentre per un altro (Catania) sembra riaffidato in questi ultimi giorni e non sono disponibili sul sito documenti di Piano. Comunque, in generale, nell’anno 2021 i PUMS Metropolitani hanno fatto in media passi in avanti significativi verso l’approvazione. Il rapporto segnala innanzitutto un potenziamento delle reti ciclabili grazie anche agli stanziamenti del Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS). Tra i casi virtuosi ci sono Roma (+ 69 km), Genova (+ 29 km), Torino (+17 km), Bologna (+ 12 km) e Cagliari (+11 km).

È boom della micromobilità elettrica. Per il bike sharing la città più virtuosa è sicuramente Milano, con quasi 17 mila bici in flotta (trend in aumento rispetto allo scorso anno). Abbiamo poi Roma (flotta di 9700 bici, tendenza positiva) seguita da Torino (5300), Firenze (4000) e Bologna (2500). Per quanto riguarda car sharing, sul podio c’è Roma (con una flotta di 2153), Milano (2118) e Torino (880). Il capoluogo lombardo si piazza al primo posto anche per quanto riguarda la mobilità condivisa degli scooter (4.352 pezzi in flotta) seguita dalla Capitale (3400).

Per il futuro servono cambiamenti strutturali e forti innovazioni, accelerando la decarbonizzazione con una offerta intelligente di mobilità – secondo i principi Avoid, Shift, Improve – da attuare secondo Kyoto Club e Cnr-Iia attraverso l’adozione di alcune misure.
Tra queste: colmare il gap del trasporto ferroviario locale e la cura del ferro, con le azioni del Gruppo FS Italiane che si pone al centro di un sistema di mobilità sostenibile per offrire soluzioni di trasporto in grado di ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti, a beneficio dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita; potenziare il trasporto collettivo di massa nelle città realizzando nuove reti tramviarie e ampliando i filobus e i bus già esistenti, investire sulle reti ciclabili per 5.000 km di percorsi, rafforzare i servizi di sharing mobility, puntare sul trasporto pubblico e sull’integrazione modale, predisporre dei Piani Urbani di Logistica Urbana Sostenibile, dotare le città di zone a basse emissioni, dove escludere in modo progressivo la circolazione delle auto e moto e veicoli commerciali più inquinanti, elettrificare la mobilità, riorganizzare il lavoro della pubblica amministrazione e del settore privato con lo smart working e la differenziazione degli orari.

Per raggiungere questi obiettivi, continuano Kyoto Club e Cnr-Iia, servono importanti strumenti strategici: l’approvazione di un nuovo Codice della Strada, aggiornare il Piano Nazionale Energia e Clima per lo sviluppo della mobilita elettrica e delle energie rinnovabili, approfondire le conoscenze sui fenomeni di inquinamento atmosferico nelle Città Metropolitane, emanare nuove Linee Guida omogenee per la redazione ed aggiornamento dei Piani Regionali per la qualità ed il risanamento dell’aria, accelerare l’attuazione del Programma Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico incluso tra gli obiettivi strategici del PNRR.

Oscar del cicloturismo, vince l’Emilia Romagna

Cicloturismo

La settima edizione degli Oscar italiani del cicloturismo è stata vinta dall’Emilia Romagna con il Grand Tour della Valle del Savio

Assegnati gli Oscar italiani del cicloturismo, l’Italian Green Road Award 2022 che vede sul podio le ‘vie verdi’ delle regioni italiane che si sono distinte per l’attenzione al turismo lento. La Regione Emilia Romagna vince con il Grand Tour della Valle del Savio la settima edizione del riconoscimento. Seconda classificata la Regione Marche per Strade di Marca, mentre al terzo posto si piazza la Regione Lombardia con la Ciclabile Valchiavenna. La giuria premia anche la Provincia Autonoma di Trento, già al primo posto lo scorso anno insieme alla Calabria, con una menzione per la Green Road delle Dolomiti, mentre la menzione speciale di Legambiente è assegnata alla Regione Puglia per la Ciclovia dell’Ofanto.

Il primo posto se l’è meritato l’Emilia Romagna con il Grand Tour Valle del Savio, percorso di 172 km su asfalto, strade dismesse, argini, un itinerario ad anello che percorre i sei comuni dell’Unione dei Comuni Valle del Savio. Il Grand Tour è ricchissimo di servizi per ciclisti e cicloturisti, tutti riuniti nel Valle Savio Bike Hub, progetto pubblico-privato che coniuga sostenibilità e innovazione. Il premio “testimonia il forte impegno della Regione e del territorio per lo sviluppo della rete ciclabile regionale, della sostenibilità ambientale e del cicloturismo in generale, un settore in grande crescita – dichiara l’assessore a Mobilità e Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini – L’Emilia-Romagna è una regione ciclabile con progetti di eccellenza a livello nazionale. Il nostro obiettivo è quello di conseguire la quota di 1000 km di ciclovie entro il 2025 e per quanto riguarda i centri urbani di raggiungere il 20% di mobilità ciclabile. Un obiettivo di grande importanza per la mobilità regionale. Per questo motivo le ciclovie sono state inserite a pieno titolo all’interno del Piano regionale integrato dei trasporti”.

Giunto alla settima edizione, l’Oscar italiano del cicloturismo si pone un duplice obiettivo: da una parte stimolare le amministrazioni a valorizzare i propri percorsi eccellenti, dall’altra promuovere gli investimenti nel cicloturismo come volano per una ripartenza in linea con le direttive del Green Deal europeo. La giuria, composta da giornalisti, opinion leader, sponsor, esperti e personalità dei settori bike, ambiente e turismo, ha dovuto scegliere tra le proposte presentate da regioni, territori e province autonome. L’edizione 2022 di Italian Green Road Award vede Banca Ifis in qualità di partner ufficiale, Istituto per il Credito Sportivo e Legambiente quali sponsor e partner istituzionali, la partecipazione di Ferrovie dello Stato Italiane e gode del supporto della Regione Basilicata che ospitano l’evento conclusivo dell’Italian Green Road Award 2022, convinti che il cicloturismo sempre più contribuisca, in modo sostenibile, ad attrarre visitatori e appassionati.

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