Fra i progetti italiani più famosi degli ultimi anni c’è aVOID. Ve lo presentiamo.

Il “tiny house” è un movimento architettonico e sociale iniziato negli anni Settanta negli Stati Uniti, che sostiene la vita semplice nelle piccole case, economiche e spesso trasportabili (che misurino 37 m² o meno).

Esso promuove l’eco-sostenibilità, le esperienze di comunità condivise e un cambiamento nella mentalità guidata dal consumismo e racconta la storia di una nuova generazione di persone pronte a trasformare continuamente la propria esistenza indipendentemente dalle pressioni della società, in favore di uno stile di vita più libero e meno vincolato.

Questa tendenza ha preso piede piano piano anche in Italia e negli ultimi anni sta riscuotendo un particolare interesse, tanto che giovani architetti del nostro Paese si sono dedicati alla produzione di questi autentici gioielli.

Fra le esperienze recenti più famose c’è quella di Leonardo Di Chiara, architetto e ingegnere pesarese 29enne, che ha creato “aVOID” powered by Häfele e Schüco. “AVOID è la prima tiny house mobile interamente sviluppata e realizzata in Italia – spiegano i realizzatori – che dimostra come sia ancora possibile ripensare le nostre abitudini di vita in una chiave non solo più sostenibile, bensì anche più in linea con le esigenze fluide dell’abitare del futuro”.

Il progetto aVOID è un prototipo di casa su ruote che in soli 9 metri quadrati
racchiude ogni comfort necessario per il vivere quotidiano. Ispirata all’equilibrio del vuoto, da cui prende il nome (a void = un vuoto), si presenta come una singola stanza grigia sviluppata longitudinalmente e priva di qualsiasi arredo.

Attraverso però l’utilizzo di meccanismi Häfele a scomparsa, lo spazio evolve orizzontalmente e si trasforma, adempiendo a tutte le più comuni funzioni di un’abitazione. Il letto ribaltabile diviene prima divano per l’angolo studio e poi, abbinato al tavolo pieghevole, comoda panca per due persone.

Grazie ad un sistema di ante rientranti la parete scompare, lasciando spazio ad una cucina accessoriata con illuminazione LED, cappa aspirante, lavello a scomparsa, piano cottura e scaffali contenitivi.

L’ ampia porta finestra a tre ante del fronte sud, progettata da Schüco Italia, permette sia l’illuminazione naturale dello spazi o, sia la sua apertura totale verso l’esterno. Sempre firmate Schüco sono la finestra della facciata sul retro, con profili a scomparsa per massimizzare l’apporto luminoso, e l’apertura vetrata che consente l’accesso alla terrazza.

Un piccolo bagno realizzato in okumè ospita i servizi e una doccia concepiti per ridurre al minimo i consumi di acqua. Una scala retrattile permette infine l’accesso al tetto, l’angolo più suggestivo per sentirsi a tutti gli effetti cittadini del mondo. “I 9 metri quadri – spiega Leonardo Di Chiara –
corrispondono per legge alla dimensione minima di una camera singola in Italia.

Vorrei sottolineare la necessità di ripensare gli standard abitativi delle nostre case, ancora legati alle disposizioni del Decreto del 1975, che tengono in considerazione solamente la superficie calpestabile senza valutare la qualità dello spazio sia in termini funzionali che tecnologici.

La situazione nelle nostre città è però profondamente mutata ed è destinata a continuare a farlo in maniera esponenziale. La crescita demografica dei centri urbani e l’aumento del cosiddetto fenomeno del neo-nomadismo ci obbligheranno a trovare soluzioni abitative non convenzionali, che puntino su condivisione e riduzionismo”.

“Le tendenze dell’abitare sono in continua e sempre più veloce evoluzione –commenta Robert o Brovazzo, Direttore Generale Schüco Italia– ed è un dovere per chi si occupa di innovazione nella progettazione quello di indagare i nuovi modi di vivere gli spazi, sia domestici che urbani.

Contribuire alla realizzazione di aVOID ci ha permesso di esplorare gli aspetti più rivoluzionari del vivere mobile, facendo i conti da un lato con spazi ridotti da interpretare sia sotto l’aspetto estetico che sostenibile, dall’altro con nuovi concetti di pianificazione urbana e di fruizione del suolo cittadino.

Il progetto, inoltre, ci ha permesso di verificare la flessibilità delle nostre soluzioni, perfettamente adattabili sia al grattacielo che alla mini casa. Un’ulteriore affermazione del fatto che con il giusto sguardo prospettico e la giusta apertura mentale verso il cambiamento ogni limite può divenire un’opportunità”.