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La cottura passiva è una tecnica conosciuta ormai da circa 200 anni, eppure molti ignorano ancora la sua esistenza. Vediamo di che si tratta

Nel nostro Bel Paese, sono circa 300 le tipologie di pasta. Queste abbinate a sughi e condimenti vari, sono una parte centrale della nostra tradizione. C’è una cosa però che molti ancora non conoscono riguardo questo alimento: la possibilità di cuocerlo senza fuoco. Molti di coloro che sono abituati al metodo classico storceranno il naso; in realtà alle giuste condizioni, la nuova tecnica funziona ed è chiamata cottura passiva.

Cucinare la pasta senza fuoco

Il metodo è molto semplice. Basterà prendere una pentola, farci bollire l’acqua e, quando questa sarà arrivata ad ebollizione, aggiungere la pasta, mescolarla, coprirla con il coperchio, aspettare qualche minuto e poi spegnere il fuoco. Non resterà che attendere che il tempo segnato sulla confezione del prodotto passi, per ottenerne la cottura.

La nostra idea, ben radicata, che la pasta si possa cuocere solo mantenendo il fuoco acceso per tutta la fase della cottura, è sbagliata. Il processo di cottura della pasta è in realtà una reidratazione, che serve all’alimento per recuperare l’acqua che gli era stata tolta. Questo processo avviene tramite il calore.

Perché cucinare la pasta senza fuoco?

  • Risparmio economico: Cucinando l’acqua nella maniera tradizionale, si tengono accesi i fornelli per almeno il doppio del tempo rispetto alla cottura passiva. Ciò comporta un utilizzo superiore di gas, che ovviamente andrà ad incidere sulle nostre bollette. Sembra un tempo irrisorio, ma se sommato a quello dell’intera collettività, questo metodo può portare ad un notevole risparmio, economico ma anche ambientale.
  • Fare spazio: la cottura passiva può essere utile a chi ha poco spazio. Quando il fuoco viene spento infatti, la pentola può essere tolta dal fornello e spostata, lasciando libero lo spazio di cottura, utilizzabile per cucinare altro.
  • Pulizia: cucinando senza fuoco non c’è pericolo che l’acqua, magari rimasta incustodita per qualche minuto di troppo, fuoriesca dalla pentola, riversandosi sui fornelli. Sarà così possibile allontanarsi dalla cucina, senza troppe preoccupazioni.

Regole della cottura passiva

Per funzionare al meglio, è bene conoscere le condizioni migliori perché la pasta possa cuocere nella maniera corretta.

  • Controllare la temperatura dell’acqua è fondamentale, perché se questa si raffredda troppo velocemente, la cottura non potrà avvenire nella maniera giusta. La temperatura che serve alla pasta va dagli 85° ai 100°.
  • Tenere la pentola sempre chiusa, evitando di alzare il coperchio per controllare lo stato della pasta. Facendo fuoriuscire troppo calore dalla pentola infatti, si rischia di abbassare troppo la temperatura al suo interno.
  • Pentola e coperchio devono avere delle specifiche caratteristiche: la prima non deve essere troppo sottile e meglio se di acciaio; il secondo deve essere ermetico, per evitare fuoriuscite di vapore.
  • L’acqua non deve essere troppo poca, ma tarata sulla base della quantità di pasta, altrimenti si rischia un raffreddamento troppo veloce.
  • Scegliere la giusta tipologia di pasta. Meglio evitare quella che necessita di più di 12 minuti di cottura. Inoltre è preferibile utilizzare una tipologia di pasta bucata (es. rigatoni, bucatini o penne) per permettere una reidratazione completa.