Pannelli solari balcone casa
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Prima di installare un impianto fotovoltaico da balcone, è bene conoscere tutti i pro e i contro: quanto costa? Conviene davvero?

Secondo i rilevamenti dell’Istat, negli ultimi cinque anni i consumi elettrici domestici degli italiani sono cresciuti del 60%, con un aumento del 40% dei blackout nelle ore più calde. Considerando che le bollette sono sempre più salate, in molti stanno pensando di installare un piccolo impianto fotovoltaico da balcone, ma conviene davvero? Dipende, ci sono pro e contro che è bene conoscere prima dell’acquisto.

Innanzitutto, bisogna sottolineare che impianti di questo tipo sono molto più piccoli rispetto a quelli classici ‘da tetto’ e sono solitamente composti da uno o due pannelli dotati di inverter collegabili a una presa di corrente domestica. Pertanto, non necessariamente devono essere installati da tecnici. In commercio se ne trovano di due tipi: i cosiddetti plug and play, che hanno una potenza inferiore o uguale a 350 Watt (Wp) e i mini impianti con una potenza compresa tra 350 e 800 Wp.

Sicuramente, il primo pro riguarda l’installazione: può essere eseguita in autonomia e non sono necessari particolari permessi, se non un avviso all’amministratore condominiale. Attenzione, però, perché se si vive in un edificio protetto dalle belle arti o in centro storico, servono specifiche autorizzazioni. Ma, proseguiamo con i vantaggi. Sicuramente, il fotovoltaico, che sia da balcone o meno, consente di risparmiare: secondo le stime, il 20/25% dell’energia, tra i 30 e i 100 euro all’anno.

Palazzo moderno con fotovoltaico sul balcone
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Fotovoltaico da balcone: i contro

Il fotovoltaico da balcone ha un costo inferiore rispetto agli impianti più grandi, ma si tratta sempre di una spesa importante: tra i 300 e i 700 euro per un impianto plug-in costa e tra gli 800 e i 1.300 euro per quelli più potenti. Il prezzo, ovviamente, lievita se si scelgono sistemi dotati di batterie. Il prezzo dell’investimento, in base al sistema scelto e al consumo familiare, dovrebbe essere recuperato nel giro di 2/5 anni.

Un contro che bisogna tenere in considerazione riguarda proprio l’uso e il conseguente risparmio. Questo perché l’energia che non si consuma viene donata alla rete senza avere nulla in cambio. Di conseguenza, per avere un riscontro in bolletta, bisognerebbe utilizzare elettrodomestici & Co. nel momento in cui il fotovoltaico sta producendo. In merito, Arera è chiara: “Nel caso di produzione eccedente l’autoconsumo potrà immettere energia elettrica in rete, purché nei limiti massimi di 800 Watt e rinunciando a qualsiasi remunerazione per l’energia eventualmente immessa“. Ovviamente, il discorso cambia se si sceglie un impianto dotato di batteria.

In conclusione, conviene o no? Dipende dalle proprie esigenze e da eventuali alternative (i sistemi ‘da tetto’ sono meglio), ma in mancanza di altre soluzioni può aiutare ad abbattere i costi sulle bollette.