Fermaporta-a-km-zero

Con i materiali riciclati si possono realizzare anche fermaporta a km zero per un arredamento sostenibile

A volte le porte, un casa, sbattono da sole. Non sembrano proprio voler star chiuse, forse a causa del vento, di correnti d’aria, fatto sta che sbattono continuamente. E allora che fare? Sicuramente, bisogna pensare a qualcosa che impedisca alle porte di sbattete come dei fermaporta a km zero.

In soffitta siete pieni di bambole e pupazzi lasciati dai vecchi proprietari quando avete preso casa in affitto? Beh, oltre a essere un po’ inquietante può rivelarsi anche molto utile. Potreste prendere qualcuna di questi pupazzetti, praticare un foro non troppo visibile e mettervi dentro un po’ di pietre per appesantirlo un po’ e avrete il vostro “fermaporta greenper un arredamento sostenibile.

Avete ancora quei ferri da stiro in ghisa che usavano le vostre nonne e non sapete cosa farci? Visto il peso, la forma e le dimensioni potrebbero essere perfetti come fermaporta a km zero.

Lo juta è una dei tessuti creato con fibre vegetali per eccellenza e oltre a contenere i chicchi di caffè e tantissimi altri prodotti, è molto resistente. Riempito con il riso si potrebbe trasformare, all’occorrenza, anche in un “fermaporta rustico ed ecosostenibile”.

Ma c’è anche un modo altrettanto efficace per impedire alle vostre porte di sbattete in continuazione. Qual è? Un mattone in vetro cemento, di quelli che vi sono avanzati dai lavori per il nuovo bagno. Se volete dargli un tocco di originalità, potete colorarlo come più vi piace e il gioco è fatto!

Tutti questi oggetti, e molti altri, possono essere trasformati in qualcos’altro. Non bisogna essere scienziati della Nasa, o dei geni come Leonardo per pensare fuori dai schemi, basta soltanto tradurre le vostre idee in qualcosa di concreto con quello che avete a disposizione, proprio come faceva MacGyver, ricordate? E riuscirete così a creare anche un fermaporta a km zero.