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Consumo consapevole

Con sempre maggiore evidenza la quotidianità ci rende palese quanto gesti comuni individuali abbiano un impatto sull’ambiente. Il cibo e il sistema alimentare sono direttamente coinvolti nei cambiamenti a cui assistiamo. Uno stile di vita sostenibile non significa cambiare radicalmente abitudini e stile di vita ma compiere delle scelte che, come singole gocce, possono contribuire, negli acquisti, nei consumi, nella cucina, a dare una svolta preventiva. Perché di certo indietro non si torna.

La distribuzione alimentare moderna

Nel mondo occidentale all’idea di fare la spesa si associa il supermercato. I supermercati dalla loro diffusione hanno offerto un modello economico di distribuzione e approvvigionamento alimentare che prevale nella società di massa. Propone prodotti standard, senza difetti, pronti per il consumo e spesso di provenienza globale. La varietà di offerta e scelta ha però un costo. Il trasporto che richiede viaggi via mare, terra, aria per svariati chilometri che produce tonnellate di CO2.
Anche il fatto di trovare prodotti di provenienza globale, esteticamente perfetti, ha l’altra faccia della medaglia. Vale a dire l’uso di pesticidi, il cui uso è vietato in alcuni Paesi e non in altri.
Altro fattore di non poco conto e di cui si ha scarsa consapevolezza è lo spreco alimentare: secondo una stima delle Nazioni Unite (del 2013) se esistesse il Paese dello spreco alimentare, dopo Cina e Stati Uniti, sarebbe il terzo responsabile di emissioni di gas serra.

La plastica

La plastica è una scelta. Un acquisto consapevole potrebbe tener conto degli involucri utilizzati per un prodotto (se riciclabili o meno), preferire l’acquisto sfuso o alla spina, comprare da agricoltori locali quando possibili (sono presenti nei centri urbani e nelle province). In alternativa alla pellicola, per esempio, i cibi possono essere conservati facendo ampio uso di contenitori ermetici, buste in silicone, in ciotole con un piatto come coperchio, in un canovaccio (per verdura già lavata come l’insalata).
La plastica ha letteralmente invaso la superficie marina. Si calcola che entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci.

L’impronta di carbonio e gas serra

Mangiare consapevole e consumo sostenibile non significa diventare forzatamente vegani. Tuttavia ridurre il consumo di carni e latticini può essere un’azione significativa. Con l’aumento della popolazione globale e il fabbisogno di cibo è incrementato anche l’allevamento animale. Questo comporta l’utilizzo di estensioni agricole maggiori per il foraggio, deforestazione, emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale.

Riduzione dello spreco: l’acquisto del cibo

Sarà rassicurante da un punto di vista psicologico ma la dispensa che straborda non è un’idea da mettere in pratica. Prima della spesa è bene fare una ricognizione di quello che veramente serve per un periodo di tempo specifico (la spesa andrebbe programmata secondo la stagionalità, i pranzi e le cene effettive se si è a casa, il numero delle persone etc.). Per l’acquisto sfuso si possono localizzare i punti vendita del proprio territorio su Sfusitalia.it
Altro luogo per l’acquisto locale e la vendita diretta è quello di campagnamica.it
Diffusa è anche la dotazione di App che consentono di acquistare prodotti avanzati che non sono “avanzi di cibo o scarti” ma semplicemente merce invenduta che altrimenti finirebbe in discarica. Sono iniziative di supermercati e locali attivi nella ristorazione.

Acquisti bio

I prodotti biologici sono, a parità di prezzo, più costosi. Ma il costo inferiore che ci attrae dei prodotti industriali ce lo ritroviamo in altra veste nell’impatto ambientale e non solo. Il ciclo di produzione bio evita l’uso di ormoni e antibiotici nella produzione animale, e per quanto riguarda i prodotti agricoli usa pratiche sostenibili. Di contro alla coltivazione intensiva non adopera fertilizzanti, se non quelli naturali (letame e compost). Viene favorita la rotazione delle colture e anche animali come uccelli predatori e insetti hanno un ruolo partecipe, secondo natura. Questo significa preservare l’ecosistema in cui viviamo.

Fonte: Lindsay Miles, CUCINA FACILE e senza scarti, Guido Tommasi Editore, 2021